Basi razionali e caratteristiche del Progetto “Epifania”

Daniele Andreini

Responsabile UO cardio-TC

Centro Cardiologico Monzino

Il Progetto “Epifania” del Centro Cardiologico Monzino, nasce da tre diverse osservazioni, rispettivamente cliniche, genetiche e di imaging.

  • La prima è la constatazione, – da parte dei colleghi dell’Unità di Cardiologia interventistica 2, in particolare da Paolo Ravagnani che ha avuto per primo l’idea di questo progetto, – che in pazienti in pieno benessere, con perfetto controllo o addirittura in assenza di fattori di rischio, la patologia coronarica può manifestarsi in modo acuto e spesso anche drammatico.
  • La seconda è l’evidenza, – già dimostrata in letteratura, da parte del laboratorio di ricerca di Gualtiero Colombo, – che l’analisi del trascrittoma circolante possa consentire l’identificazione di alcune feature per discriminare in via preliminare i pazienti più propensi a sviluppare un evento acuto e classificarli in base alla gravità dell’evento (STEMI o NSTEMI), dato già valutato in collaborazione con Giancarlo Marenzi in Unità Coronarica.
  • La terza è l’osservazione, – recentemente dimostrata in letteratura da parte della UO di cardio-TC,1 – che con un test non invasivo come la TC coronarica siamo già oggi in grado non soltanto di evidenziare e quantificare una stenosi coronarica, ma anche di caratterizzarla in modo più approfondito, con indicazioni sulla possibile composizione della sottesa placca ateromasica, valutandone sia la volumetria, sia determinate caratteristiche più raffinate dalle quali desumere una prospettiva del rischio a lungo termine di sviluppare un evento coronarico acuto connesso con la presenza di quella specifica placca.

Evoluzione di una placca aterosclerotica

Prima. Una placca aterosclerotica (freccia bianca) che causa una stenosi del 40% (dunque una lesione che da linee guida non sarebbe meritevole di trattamento) sul tratto prossimale del ramo intermedio della coronaria sinistra (A). Analisi in sezione trasversa mostra un indice di rimodellamento positivo di 1,5, un plaque burden di 0,71 (freccia bianca) (B). Dopo. Angiografia coronarica invasiva evidenzia l'occlusione del ramus intermedius, che ha causato uno STEMI (C, D). 1


Il Progetto “Epifania”, costruito sulla base di queste osservazioni, è stato reso possibile da una disponibilità di risorse che supportano una prima fase dello studio, dall’arruolamento all’anamnesi dei pazienti (inclusa l’anamnesi farmacologica), dalla raccolta dei dati genetici e di imaging all’esecuzione delle analisi trascrittomiche, e al confronto trasversale dei risultati ottenuti da tali analisi con le caratteristiche del circolo coronarico evidenziate alla TC (inclusa un’analisi di secondo livello delle caratteristiche della placca associabili con un aumento del rischio).

Lo studio comporterà anche una seconda fase longitudinale di follow-up clinico a distanza di due anni dal primo esame clinico. Ci auguriamo che questa possa includere anche una TC cardiaca a bassissima dose, che ci consenta di rivalutare anche come si evolve la malattia ateromasica dei pazienti. Per il successo di questa seconda fase, – che è di estrema utilità scientifica, soprattutto per comprendere davvero quale sia il processo ateromasico in uno specifico malato, – la possibilità di eseguire il controllo di imaging a due anni è fondamentale. Una possibilità che è legata all’effettiva disponibilità di finanziamenti a copertura.

L’obiettivo che ci proponiamo è affascinante e ambizioso, e potrebbe rappresentare in un prossimo futuro l’innesco per una serie di studi ulteriori su scala internazionale. Per il quale vale la pena lavorare e investire in risorse cliniche, scientifiche ed economiche.

Dr. Daniele Andreini

Riferimenti

  1. Conte E, Annoni A, Pontone G, Mushtaq S, Guglielmo M, Baggiano A, Volpato V, Agalbato C, Bonomi A, Veglia F, Formenti A, Fiorentini C, Bartorelli AL, Pepi M, Andreini D. Evaluation of coronary plaque characteristics with coronary computed tomography angiography in patients with non-obstructive coronary artery disease: a long-term follow-up study. Eur Heart J Cardiovasc Imaging. 2016 Sep 27. pii: jew200. [Epub ahead of print]) [→ Leggi una scheda sullo studio]