Disregolazione Neuro-Psichiatrica e Patologia Cardiovascolare: Identificazione di Nuovi Target Terapeutici Personalizzati
Lo stress, l'ansia e la depressione sono ormai riconosciuti come fattori di rischio cardiovascolare indipendenti e sono strettamente correlati a un peggioramento significativo del decorso clinico, indicando una potenziale limitazione delle terapie convenzionali nei pazienti con queste comorbilità.
L'obiettivo del progetto è duplice: da un lato, approfondire la comprensione patogenetica investigando i meccanismi molecolari e cellulari che mediano la interconnessione tra sistema nervoso e cardiovascolare; dall'altro, identificare biomarcatori predittivi e sviluppare strategie terapeutiche personalizzate che ottimizzino l'efficacia del trattamento in questa popolazione di pazienti vulnerabili.
Neurotrofine e salute cardiovascolare: dai meccanismi molecolari al rischio clinico
Le neurotrofine svolgono un ruolo fondamentale nella fisiopatologia del sistema cardiovascolare, influenzando lo sviluppo e l'omeostasi di cuore, vasi e circuiti neurali che ne regolano la funzione. Alterazioni nella loro espressione e attività sono frequentemente osservate in diverse patologie cardiovascolari, quali aterosclerosi, ipertensione, diabete, infarto miocardico acuto e insufficienza cardiaca.
In questo contesto, il nostro progetto si focalizza in particolare sul BDNF maturo (mBrain-Derived Neurotrophic Factor) e sul suo precursore pro-BDNF, molecole che esercitano effetti distinti ma complementari. Il mBDNF è noto per i suoi ruoli neuroprotettivi e pro-angiogenici, mentre il pro-BDNF può indurre effetti opposti, promuovendo processi apoptotici e infiammatori.
L'obiettivo è comprendere l'impatto del mBDNF e del pro-BDNF nella patologia cardiovascolare, indagando i meccanismi molecolari che ne regolano il rilascio in circolo e il loro effetto sulla megacariopoiesi e sull'attivazione di piastrine, leucociti, endotelio e cardiomiociti. In collaborazione con partner nazionali e internazionali, stiamo analizzando come il delicato equilibrio tra mBDNF e pro-BDNF influenzi la trombosi e l'infarto coronarico, con l'intento di identificare nuovi approcci diagnostici e terapeutici.
Comunicazione Cellula-Cellula e Inter-Organo nell'Infarto Miocardico e nella Trombosi
La comunicazione e l'interazione tra diverse tipologie cellulari – quali piastrine, leucociti, cellule endoteliali, cardiomiociti, fibroblasti e adipociti– sono processi essenziali che determinano la stabilità della placca aterosclerotica, la formazione e risoluzione dei trombi, e i processi di danno, rigenerazione e riparazione in seguito a eventi ischemici come l'infarto del miocardio e l'ictus.
Il nostro progetto si concentra sulla dinamica comunicazione tra cuore e altri organi, in particolare il cervello, che è fondamentale per l'omeostasi cardiovascolare. Nonostante le crescenti evidenze di una relazione causale tra danno cerebrale e morbilità/mortalità cardiovascolare, i meccanismi attraverso cui il cervello "sofferente" influenzi la funzione cardiaca e vascolare rimangono poco chiari.
Ci prefiggiamo di identificare e caratterizzare i meccanismi di comunicazione, sia tra cellule dello stesso tessuto che tra tessuti differenti (es. cuore, vaso, sangue e cervello). Un focus cruciale è posto sul rilascio di fattori solubili e di vescicole extracellulari di piccole dimensioni (sEVs). Stiamo investigando come sEVs trasportino non solo segnali molecolari, ma anche porzioni mitocondriali o mitocondri stessi, e come questi complessi carichi possano impattare positivamente o negativamente sulla prognosi del paziente cardiopatico.
In questo contesto, attribuiamo un'attenzione particolare alle piastrine. Considerate un "specchio periferico della situazione cerebrale" per la loro origine embrionale comune con i neuroni e la condivisione di neurotrasmettitori e recettori, le piastrine si rivelano mediatori chiave in questa complessa rete di comunicazione neuro-cardiovascolare.