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Significato prognostico delle caratteristiche della placca coronarica rilevate con angio-TC

Un importante studio di follow-up a lungo termine del Monzino: le caratteristiche della placca ad alto rischio, evidenziate alla TC coronarica, possono contribuire efficacemente alla stratificazione del rischio in pazienti con coronaropatia non-ostruttiva.

25 Ottobre Ott 2016 0000 9 months ago
  • Andreini E TC

    Daniele Andreini

    RESPONSABILE Unità Operativa TAC cardiovascolare

    STAFF MEMBER Ecocardiografia, Unità Operativa Radiologia, Unità Operativa RM cardiovascolare, Unità Operativa Scompenso, Cardiologia Clinica e Cardiologia Riabilitativa

Daniele Andreini

Circa il 50% degli uomini e il 64% delle donne che hanno subito una morte cardiaca improvvisa per infarto miocardico acuto (IMA) non avevano accusato sintomi cardiovascolari in precedenza. Ora, è ben noto che la causa principale dell’IMA è stata identificata nella trombosi acuta delle coronarie (ACS). Il problema è dunque quello di riuscire a individuare precocemente l'aterosclerosi subclinica e il relativo rischio trombotico.

Aumento del contenuto lipidico, infiltrazione macrofagica, emorragie intra-placca, cappuccio fibroso sottile (TCFA) e rimodellamento positivo sono caratteristiche tipiche delle placche ateromasiche vulnerabili. In molti casi, le placche con queste caratteristiche, anche modeste angiograficamente, non limitano il flusso, ma possono facilmente andare incontro a rottura. Tali lesioni, a lungo termine, possono quindi essere responsabili di eventi cardiovascolari maggiori, soprattutto se la valutazione ecografica intravascolare abbia individuato la presenza di fibroateromi con cappuccio fibroso sottile (thin cap fibroatheroma, TCFA) per un plaque burden (PB)> 70%.

L’angio-TC coronarica si sta affermando come promettente metodica non invasiva, in grado non solo di identificare una stenosi coronarica o di escludere una CAD, ma anche di valutare le caratteristiche delle placche ateromasiche eventualmente presenti.

Un recente studio del Monzino su 245 pazienti (età media 63 ± 9 anni; uomini per il 69,8%), pubblicato sullo European Heart Journal CV Imaging, la rivista della Società Europea di Cardiologia ESC, ha valutato con angio-TC il ruolo prognostico a lungo termine delle caratteristiche di placche aterosclerotiche in una popolazione omogenea e selezionato di pazienti con malattia coronarica (CAD) non-ostruttiva. Entro un periodo di follow-up medio di 98 + 20 mesi, nella popolazione studiata si sono verificati 28 eventi cardiovascolari maggiori (2 STEMI, 4 NSTEMI, 6 angine instabili, 2 morti cardiache, 4 morti non cardiache, e 10 rivascolarizzazioni tardive delle lesioni, vl-ER) in altrettanti pazienti, mentre non vi sono stati interventi di rivascolarizzazione elettiva entro un anno dal basale.1

Lo studio ha permesso di osservare che specifiche caratteristiche morfologiche della placca (indice rimodellamento positivo, PRI > 1.4; burden plaque, PB > 0.7; bassa attenuazione della placca, LAP; e napkin-ring sign, NRS), rilevate con angio-TC, correlano con la prognosi cardiovascolare a lungo termine in questi pazienti con CAD non-ostruttiva.

In particolare, la presenza di almeno 2 di queste caratteristiche ad alto rischio sulla stessa placca è associata a una ridotta sopravvivenza libera da eventi e significativamente associata con tutti gli endpoint combinati. Queste evidenze sottolineano l'importanza di una valutazione complessiva dell’aterosclerosi coronarica, anche tenendo in considerazione la bassa prevalenza di alcune caratteristiche della placca ad alto rischio.


Grafico

Curve di Kaplan-Meier per tutti gli eventi: i tassi di sopravvivenza libera da eventi a 98 mesi sono ridotti nei pazienti con almeno una placca con 2 o più caratteristiche ad alto rischio, linea rossa tratteggiata. 1


Per quanto a nostra conoscenza, questo studio ha il follow-up più lungo rispetto a studi precedenti su questo argomento e i suoi risultati sono stati ottenuti in una popolazione selezionata e omogenea di pazienti. Stando ai risultati, sebbene siano necessari ulteriori studi, in particolare multicentrici, la TC coronarica potrebbe costituire un test di prima linea nei pazienti con sospetta CAD, poiché consente l'identificazione di un gruppo a rischio di pazienti con CAD non ostruttiva, il cui maggior rischio potrebbe essere altrimenti facilmente sottovalutato.

Daniele Andreini, responsabile UO TC cardiovascolare del Monzino e leading author dell’articolo

Riferimenti

  1. Conte E, Annoni A, Pontone G, Mushtaq S, Guglielmo M, Baggiano A, Volpato V, Agalbato C, Bonomi A, Veglia F, Formenti A, Fiorentini C, Bartorelli AL, Pepi M, Andreini D. Evaluation of coronary plaque characteristics with coronary computed tomography angiography in patients with non-obstructive coronary artery disease: a long-term follow-up study. Eur Heart J Cardiovasc Imaging. 2016 Sep 27. pii: jew200. [Epub ahead of print]