Buone notizie dal Monzino - Come curiamo le ostruzioni della carotide
Piero Montorsi, Responsabile UO Cardiologia interventistica 2, Centro Cardiologico Monzino
"Da parecchio tempo, al Monzino, trattiamo le patologie dell’arteria carotide con angioplastica e impianto di stent.
I risultati sono molto soddisfacenti: i pazienti sono ben curati e possiamo dire che, a distanza di parecchi anni dall'intervento (anche più di dieci anni), la terapia è effettivamente curativa.
Ciò che facciamo solo noi al Monzino, invece, con l’esperienza più grande in Italia e tra le più grandi in Europa, è di fare l’angioplastica della carotide non dalla via tradizionale della gamba, ma dal braccio, cioè dall’arteria radiale, cosa che facciamo abitualmente per le coronarie.
Questo ci permette di ottenere risultati sempre buoni, di terminare la procedura prima, di far alzare il paziente prima dal letto, con suo beneficio e comfort, e di mantenere uno standard elevato".
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Attività Diagnostica e Interventistica
Oltre all'angiografia tradizionale e digitale, nei laboratori di cateterismo cardiaco sono utilizzate le più recenti procedure per la diagnosi delle patologie cardiovascolari che si avvalgono delle più avanzate tecnologie quali l'angiografia quantitativa computerizzata, l'ultrasonografia intravascolare e la flussimetria intracoronarica Doppler. Lo staff medico delle Unità operative, formato da undici cardiologi, ha inoltre ampia esperienza nel trattamento interventistico delle patologie cardiovascolari. Le modalità terapeutiche per il trattamento non chirurgico della patologia aterosclerotica dei vasi coronarici e periferici, delle malattie cardiache congenite dell’adulto, e delle patologie acquisite delle valvole cardiache possono essere così riassunte:
- Angioplastica coronarica o periferica con impianto di stent
- Aterectomia coronarica rotazionale
- Chiusura di shunt intracardiaci (difetto del setto interatriale, forme ovale pervio, dotto di Botallo pervio) mediante impianto percutaneo di dispositivi occlusivi
- Obliterazione degli aneurismi dell'aorta sia toracica che addominale e di altre arterie periferiche (succlavie, iliache, poplitee) mediante impianto percutaneo di endograft
- Valvuloplastica polmonare e mitralica e impianto percutaneo di valvola aortica protesica
- Obliterazione dell’auricola sinistra per la prevenzione dell’embolizzazione cardiogena nei pazienti con fibrillazione atriale
- Ablazione alcolica del setto interventricolare nella cardiomiopatia ipertrofica
- Impianto di filtri cavali per la prevenzione dell'embolia polmonare
Particolare rilievo, nell'ambito di queste attività, hanno gli interventi di angioplastica coronarica nei pazienti ad alto rischio e nell'infarto miocardio acuto. I cardiologi interventisti del Centro Cardiologico Monzino hanno, infatti, maturato una riconosciuta esperienza nell'utilizzo di mezzi di supporto cardiocircolatorio, quali la contropulsazione aortica ed il bypass cardiopolmonare percutaneo, durante procedure di rivascolarizzazione miocardia percutanea nei pazienti con funzione cardiaca depressa. Le Unità Operative offrono, inoltre, un servizio di pronta reperibilità del personale medico, infermieristico e tecnico, attivo 24 ore su 24, per l'angioplastica coronarica primaria nei pazienti che giungono al Centro Cardiologico Monzino con infarto miocardico acuto. Questo trattamento interventistico è oggi considerato il mezzo migliore per ridurre il danno alla funzione di pompa del cuore e la mortalità nei pazienti colpiti da infarto.
In particolare, presso l'Unità Operativa di Cardiologia Interventistica 2 del Centro Cardiologico Monzino sono trattate, con angioplastica e stent, le malattie coronariche e delle arterie periferiche, in particolare la stenosi dell'arteria carotide per la prevenzione dell'ictus cerebrale.
Oltre all’attività clinica, lo staff della Cardiologica Interventistica è impegnato in un’intensa attività di ricerca. Nel 2009 i filoni di maggiore rilievo scientifico possono essere così riassunti:
- Valutazione clinica di nuovi stent coronarici (stent medicati di seconda generazione; stent dedicati per il trattamento delle lesioni delle biforcazioni coronariche);
- Trattamento interventistico con stent medicati di patologie coronariche complesse (stenosi non protetta del tronco comune, malattia multivasale e diffusa);
- Nuove strategie per la prevenzione della nefropatia da contrasto;
- Prevenzione della trombosi di stent (studio della funzione piastrinica durante terapia antiaggregante e dopo la sua sospensione) in collaborazione con il Laboratorio di Biologia Cellulare e Biochimica dell’Aterotrombosi;
- Trattamento della restenosi intra-stent;
- Valutazione dei risultati clinici e angiografici dopo impianto di stent medicati nelle donne;
- Valutazione di nuove strategie per la protezione del microcircolo coronarico durante angioplastica primaria;
- Studio dell’efficacia clinica di diversi tipi di stent e strumenti di protezione cerebrale per il trattamento interventistico della stenosi carotidea;
- Valutazione della pervietà a lungo termine e incidenza di frattura di stent autoespandibili in nitinolo dopo impianto nell’arteria femorale superficiale.
Stenosi carotidea asintomatica: come intervenire?
Il trattamento della stenosi carotidea asintomatica, vale a dire che non ha mai causato disturbi quali un deficit neurologico correlato alla stenosi, dev'essere scelto con cautela. Le linee guida infatti consigliano la rivascolarizzazione, mediante angioplastica e introduzione di uno stent. Però, alcuni specialisti propongono un approccio farmacologico ben strutturato come alternativa alla chirurgia o al trattamento endovascolare.
Protocollo a ridotta esposizione per la TC dei tronchi sovraortici e del circolo intra-cranico
Grazie alla tecnologia innovativa della TC entrata in funzione dal 2016, al Monzino è possibile eseguire l’esame con una esposizione minima per il rischio radiogeno (inferiore anche a quella assorbita nelle TC cardiache) e con una dose ridotta di mezzo di contrasto.


