Prevalenza del diabete nei migranti in base alla durata del soggiorno

Precedenti studi avevano già riportato che la durata del soggiorno in un paese ospitante è in rapporto diretto con una maggiore prevalenza di malattie croniche. Infatti, nonostante l'effetto "salute dei migranti", per cui le persone di origine straniera hanno una salute migliore rispetto alle popolazioni native al loro arrivo nel paese ospitante, questo vantaggio si restringe significativamente nel tempo, verso il livello di salute della popolazione ospite.1

L'effetto è stato anche osservato in due studi prospettici incentrati sulla prevalenza dei fattori di rischio cardio-metabolico nei migranti e sull'associazione tra durata della residenza e malattie croniche. Entrambi questi studi hanno mostrato una maggiore prevalenza di diverse condizioni croniche (diabete tra loro) in persone di origine straniera con residenza più lunga nel paese ospitante.2,3

Una possibile spiegazione è il cambiamento comportamentale e di stile di vita da un ambiente povero a un ambiente ricco. In effetti, i tassi di obesità e di inattività fisica sono stati segnalati come particolarmente elevati tra gli immigrati diabetici di origine non occidentale, in particolare nelle donne.

Referimenti

  1. Rechel B, Mladovsky P, Ingelby D, Mackenbach JP, McKee M. Migration and health in an increasingly diverse Europe. Lancet 2013;381:1235–1245.
  2. Jatrana S, Pasupuleti SSR, Richardson K. Nativity, duration of residence and chronic health conditions in Australia: Do trends converge towards the native-born population? Soc Sci Med 2014;119:53–63.
  3. Commodore-Mensah Y, Ukonu N, Obisesan O et al. Length of residence in the United States is associated with a higher prevalence of cardiometabolic risk factors in immigrants: a contemporary analysis of the National Health Interview Survey. J Am Heart Assoc 2016;5:e004059.


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