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Record di riconoscimenti per la Cardiologia del Monzino

All’ultimo Congresso della Società Italiana di Cardiologia tre premi per l’Unità Scompenso e Cardiologia clinica

24 Gennaio Gen 2022 0000 8 months ago
  • Elisabetta Salvioni - Nicola Amelotti

Un record di riconoscimenti per l’Unità Operativa Scompenso e Cardiologia Clinica del Centro Cardiologico Monzino, diretta dal Professor Piergiuseppe Agostoni, durante l’ultimo Congresso della Società Italiana Cardiologia. Nello specifico sono stati premiati un medico specializzando, una biologa ricercatrice e un cardiologo: tre figure professionali con specificità diverse, a dimostrazione di quanto sia importante anche in cardiologia l’interdisciplinarietà e il lavoro di squadra.

Tre i Premi ricevuti, annunciati nella cerimonia inaugurale e consegnati dal Prof. Ciro Indolfi, Presidente della Società Italiana di Cardiologia:

Il Best Abstract Award, premio conferito agli abstract più meritevoli presentati al Congresso, è stato assegnato alla dr.ssa Elisabetta Salvioni (nella foto accanto), biologa ricercatrice che coordina il Laboratorio cardiopolmonare del Monzino, per lo studio "Brisk walking can be a maximal effort in heart failure patients. A comparison of cardiopulmonary exercise and 6 minutes walking test cardiorespiratory data". «Si tratta di uno studio condotto dalla nostra équipe di cardiologia guidata dal Prof. Agostoni, con il coinvolgimento degli Istituti Clinici Maugeri» - dichiara la dr.ssa Salvioni.

«Abbiamo arruolato 155 pazienti con scompenso cardiaco e registrato la loro attività metabolica mentre facevano un’azione molto semplice e quotidiana come camminare, scoprendo che questi pazienti, quando hanno scompenso cardiaco grave, consumano una quantità di ossigeno molto superiore rispetto a quella che ci si attenderebbe facendo un esercizio così semplice. L'idea alla base - chiarisce Elisabetta Salvioni - è quella di studiare i nostri pazienti nelle loro attività più comuni e quotidiane, e non solo durante test ospedalieri che spesso sono molto diversi dalle situazioni in cui insorgono abitualmente i loro sintomi, a cominciare dalla dispnea (mancanza di fiato)».

Il “Migliore caso Live in the Box” è andato al dr. Nicola Amelotti (nella foto accanto), giovane medico specializzando in cardiologia presso il Monzino, che ha presentato il caso di una paziente con una “miocardite eosinofila”, da lui seguita in reparto insieme al Dr. Massimo Mapelli. «Si tratta di un caso molto particolare - commenta il Dr. Amelotti - in cui, grazie a una valutazione multidisciplinare, siamo riusciti a diagnosticare una malattia rara in una paziente ricoverata con uno scompenso cardiaco acuto e in peggioramento, legato a una miocardite che presentava un quadro atipico». Tali forme di miocardite acuta nella maggior parte dei casi sono facilmente curabili una volta diagnosticate e permettono un completo recupero, ma un mancato riconoscimento nella fase acuta può essere addirittura fatale.

Al Monzino le miocarditi vengono gestite da un team multidisciplinare che comprende cardiologi clinici, elettrofisiologi, medici di terapia intensiva ed esperti di imaging cardiovascolare, appositamente creato per offrire al paziente con miocardite tutte le opzioni diagnostiche e terapeutiche.

Il Premio per la ricerca più citata è stato assegnato al dr. Massimo Mapelli (nella foto accanto) per un lavoro di ricerca, di cui è co-autore con la dr.ssa Elisabetta Salvioni, pubblicato su European Respiratory Journal. Tema dello studio, spiega il dott. Mapelli, è «l'impatto delle mascherine sull’esercizio fisico, calcolato con il test da sforzo cardiopolmonare. La ricerca misura gli effetti delle mascherine protettive (sia chirurgiche che FFP2), che indossiamo quotidianamente per proteggerci dal COVID, sulle nostre variabili cardiorespiratorie a riposo e durante un esercizio fisico.

Il lavoro, dai risvolti molto pratici, ha registrato un numero elevatissimo di citazioni accademiche e di diffusioni attraverso stampa e social media». Il gruppo sta continuando su questo filone di ricerca valutando questo impatto anche sui pazienti che soffrono di scompenso cardiaco.

«I riconoscimenti ottenuti dalla nostra Unità - dichiara il Prof. Piergiuseppe Agostoni, Direttore del Dipartimento di Cardiologia critica e riabilitativa del Monzino - mi rendono particolarmente orgoglioso, e non solo perché riflettono la bravura dei nostri giovani. Il fatto che siano stati assegnati proprio a un cardiologo, una ricercatrice e uno specializzando, rispecchia anche il nostro impegno costante nell’unire all’attività clinica, ricerca e formazione specialistica. Al Monzino da sempre crediamo che solo dall’integrazione di questi tre ambiti possa nascere quell’eccellenza che si traduce in vantaggi concreti per i nostri pazienti».