Perché è necessaria una medicina di genere?

La medicina attuale è stata costruita a "misura d’uomo" nella definizione dei fattori di rischio, negli studi clinici e nella sperimentazione di farmaci.

Ma trasferire al genere femminile le evidenze e i meccanismi della malattia cardiovascolare propri del genere maschile risulta spesso penalizzante per la salute della donna. Un esempio per tutti: la maggior parte dei farmaci usati per la cura delle malattie cardiovascolari sono stati studiati prevalentemente nell’uomo anche per quanto concerne le dosi impiegate".

Come se la donna fosse identica all'uomo nella sua risposta alle malattie, alle terapie e ai fattori di rischio.

È fondamentale che le donne acquisiscano coscienza del loro rischio cardiologico individuale, che può essere anche superiore a quello degli uomini. Basti un esempio: le donne fumatrici hanno un rischio fino a cinque volte superiore rispetto ai maschi fumatori di sviluppare danni alle loro arterie e ciò aumenta il loro rischio di infarto miocardico. La stessa coscienza dev’essere estesa al mondo sanitario che ruota intorno al mondo femminile, perché intervenga attivamente nella prevenzione quando la donna è sana, e inquadri correttamente la malattia se diventa paziente.

Prof.ssa Elena Tremoli, Direttore Scientifico del Monzino

Per questa ragione, il Centro Cardiologico Monzino ha avviato un ambizioso progetto clinico, scientifico e culturale, all'interno del quale saranno avviati studi clinici che valutino l’efficacia sia di terapie già consolidate per l’uomo, ma meno applicate alla donna, sia di terapie innovative, e nuove linee di ricerca dedicate ai fattori di rischio specifici della donna.


Per informazioni su "Monzino Women", rivolgersi a: cardiowomen@cardiologicomonzino.it

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