I progressi nella crioablazione per il trattamento della fibrillazione atriale

L’applicazione di crioenergia mediante pallone per l’isolamento delle vene polmonari si basa sull’impiego di un palloncino, introdotto in atrio sinistro via catetere, gonfiato e raffreddato fino a - 60° C, che consente di creare lesioni circonferenziali a livello dell’ostio delle vene polmonari. Rispetto all’ablazione con catetere a radiofrequenza (RF), la procedura permette di raggiungere l’obiettivo in modo più semplice, rapido e meno operatore-dipendente. Essendo in genere più rapida, anche grazie alle caratteristiche tissutali della lesione, la procedura richiede generalmente anche minori livelli di sedazione.

Il criopallone (Arctic Front), è utilizzato in Europa dal 2005 e approvato dalla FDA nel 2010. Come ha di recente confermato lo studio FIRE AND ICE, e da metanalisi successive, la crioablazione è efficace almeno quanto la radiofrequenza nell’isolamento delle vene polmonari, riducendo i tempi procedurali e molto spesso con minori complicanze. Allo scopo di aumentare l'efficacia e la sicurezza del trattamento, in particolare per confermare l’effetto ablativo in tempo reale durante l’applicazione di crioenergia, è stato introdotto un ulteriore miglioramento tecnologico.

Dopo la pionieristica prima generazione, le successive generazioni di criopallone hanno rappresentato per anni il gold standard di questa tecnica, in particolare la seconda (Artic Front Advance II), garantendo una lesione ablativa più ampia ed efficace rispetto alle prime esperienze. La recente quarta generazione (Arctic Front Advance PRO) è stata da poco introdotta in 11 centri europei e il Monzino, il primo centro italiano ad averla utilizzata, attualmente detiene la casistica più ampia (45 casi nei primi tre mesi di utilizzo).


Principali modifiche del nuovo Cryoballon AFA PRO.


Il recente pallone di quarta generazione facilita la registrazione in tempo reale dell'isolamento delle vene polmonari grazie a una punta distale più corta, consentendo l'implementazione di protocolli di congelamento basati sul tempo di isolamento (time-to-isolation, TTI), che indica il tempo in secondi necessario all’isolamento completo della vena. Un TTI breve è un parametro chiave per garantire l’ottimale effetto dalla procedura.

Il device di IV generazione AFA PRO da 28 mm consente un protocollo di ablazione TTI-guidato e un accorciamento dei tempi procedurali con evidente vantaggio anche per il paziente, riduzione della fluoroscopia (anche per l’operatore) e potenzialmente anche degli effetti collaterali, in particolare le complicanze extra-cardiache, come la paralisi del nervo frenico e le lesioni termiche esofagee.