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Al Monzino la valvola aortica si sostituisce con il tessuto del paziente

La tecnica cardiochirurgica Ozaki permette di sostituire la valvola aortica senza ricorrere a protesi

20 Gennaio Gen 2021 0000 one month ago

Al Centro Cardiologico Monzino la valvola aortica può essere sostituita senza ricorrere all’utilizzo di protesi grazie alla «tecnica Ozaki», l’unica al mondo che, per ricostruire la valvola malata, utilizza il tessuto pericardico del paziente. I risultati dell’utilizzo di questa tecnica, recentemente analizzati dall’Imperial College of London, sono ottimi: la nuova valvola è in grado di ripristinare la funzionalità originaria e garantire un flusso sanguigno simile a quello nativo.

Una tecnica «sartoriale»

La procedura di sostituzione della valvola aortica con la tecnica Ozaki permette al chirurgo di ricreare nuovi lembi della valvola aortica dal pericardio del paziente, vale a dire il “sacco” che avvolge il cuore. I nuovi lembi aortici vengono misurati sulla morfologia della valvola nativa e ricostruiti in modo sartoriale, e una volta impiantati sull’anello valvolare si comportano come i lembi originari.

I vantaggi per i pazienti

«La tecnica Ozaki è una delle maggiori innovazioni in cardiochirurgia degli ultimi quindici anni - dichiara il Professor Gianluca Polvani, Direttore del Dipartimento di Chirurgia cardiovascolare del Centro Cardiologico Monzino-. Rappresenta infatti un modo del tutto nuovo di ricostruire la valvola aortica senza la necessità di impiantare protesi, con vantaggi indiscutibili per i pazienti. Il primo grande vantaggio - sottolinea - è che, utilizzando il tessuto del paziente, la valvola ricostruita non corre il rischio di rigetto e permette al paziente di evitare di dover assumere la terapia anticoagulante dopo l’intervento. Inoltre, l’utilizzo esclusivo di tessuto con DNA proprio, promette una durata della neovalvola molto superiore a quella delle protesi biologiche tradizionali, basate su tessuto animale».

Quando la valvola aortica si ammala

Circa il 13% delle persone con oltre 75 anni di età soffre di malattia valvolare aortica moderata o severa, una malattia che, quando è congenita, si manifesta anche in giovane età. Se la gravità dell’insufficienza valvolare rende necessaria la sostituzione della valvola, è fondamentale poter offrire una soluzione personalizzata che porti vantaggi immediati, minimizzi gli effetti collaterali e duri nel tempo. Tre esigenze che attualmente la tecnica Ozaki è in grado di soddisfare nella maniera più completa.

La procedura Ozaki, dal Giappone al Centro Cardiologico Monzino

La procedura è stata messa a punto oltre dieci anni fa dal Prof. Shigeyuki Ozaki cardiochirurgo giapponese dell’Università di Tokyo, che l’ha esportata negli Stati Uniti e successivamente in Europa, scegliendo il Centro Cardiologico Monzino come sede della Scuola Europea di Specializzazione nella Tecnica che porta il suo nome. Proprio al Monzino nel 2016 sono stati operati i primi pazienti europei di Ozaki, insieme al Professor Gianluca Polvani. Oggi i pazienti nel mondo operati con la nuova tecnica sono oltre 3.000.

Il Centro Cardiologico Monzino ha realizzato un percorso esclusivo per i pazienti che hanno indicazione all’intervento con la tecnica Ozaki: un team multispecialistico, costituito da cardiochirurghi, ecocardiografisti, anestesisti, radiologi e tecnici di radiologia, coordinati dal Professor Gianluca Polvani, ha il compito di valutare e seguire i pazienti dal momento della prima visita fino ai controlli post-operatori. Il paziente è posto al centro di una sinergia di competenze multispecialistiche fondamentali per definire un percorso su misura, ritagliato sulle sue esigenze specifiche (tailored surgery).

Polvani con l'équipe chirurgica della procedura Ozaki

La tecnica Ozaki è vantaggiosa per i pazienti sia adulti sia, soprattutto, giovani e dimostra la nostra capacità di essere all’avanguardia nella cura e nella ricerca cardiovascolare. Se esiste una terapia innovativa a livello internazionale, siamo in grado di intercettarla e di proporla ai nostri pazienti; allo stesso tempo la nostra ricerca clinica e di laboratorio si integrano per produrre nuove idee e strategie, grazie alle competenze e professionalità interne e alle tecnologie avanzate di cui disponiamo.

Prof. Gianluca Polvani