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Tachicardie gravi: dalla radioterapia una nuova speranza di cura

Al via il primo studio tutto italiano per un trattamento innovativo delle tachicardie più severe

17 Gennaio Gen 2020 1800 4 months ago
  • Andreini E TC

    Daniele Andreini

    RESPONSABILE Unità Operativa Radiologia e TAC Cardiovascolare

    STAFF MEMBER Monzino Women , Unità Operativa Ecocardiografia, Unità Operativa RM cardiovascolare, Unità Operativa Scompenso e Cardiologia Clinica

  • Barbara Jereczek

Il Monzino ha avviato, in collaborazione con l’Istituto Europeo di Oncologia, il primo studio clinico sull’applicazione della radioterapia stereotassica, la stessa utilizzata in ambito oncologico, al trattamento delle tachicardie ventricolari, forme severe e potenzialmente letali di aritmia. L’arruolamento allo studio è aperto e i primi due pazienti sono già stati trattati con ottimi risultati.

«L’idea di intervenire sui circuiti elettrici del cuore utilizzando una fonte di raggi esterna apre una prospettiva rivoluzionaria nella cura delle tachicardie ventricolari più gravi che non rispondono alla terapia farmacologica e non possono essere trattate con l’ablazione transcatetere. Questo intervento è spesso efficace, ma non sempre purtroppo, e soprattutto non sempre applicabile: alcuni pazienti, per esempio, non sono nelle condizioni di essere sottoposti a una procedura invasiva, oppure la natura complessa della loro aritmia impedisce il buon esito dell’intervento. Per queste persone, che ad oggi non hanno una possibilità di cura, la radioterapia ablativa (radioablazione) offre una speranza» - spiega Claudio Tondo, Coordinatore dell’Aritmologia del Centro Cardiologico Monzino.

I vantaggi

«La radioterapia - spiega Corrado Carbucicchio, Responsabile dell’U.O. per il Trattamento Intensivo delle Aritmie Ventricolari del Centro Cardiologico Monzino - ci permette di raggiungere, con una sola seduta di trattamento, alcune zone del cuore che non sarebbero altrimenti raggiungibili e la non-invasività della tecnica rende possibile trattare anche i pazienti più a rischio. Al momento, la radioablazione è valutata come trattamento salvavita per la cura delle aritmie più minacciose ma crediamo molto nella validità della metodica: se la sperimentazione ci darà buoni risultati, l’orizzonte futuro è di estenderne l’utilizzo anche ai pazienti meno gravi».

In cosa consiste la Radioablazione

«La radioablazione - dichiara Barbara Jereczek, Direttore della Radioterapia IEO – viene realizzata con tecnica stereotassica, caratterizzata da un’estrema precisione nella somministrazione della dose. È un trattamento non invasivo, indolore e selettivo. Il trattamento, eseguito in un’unica seduta di circa 15-20 minuti, prevede verifiche prima e durante la procedura per garantire la massima accuratezza nell’erogazione della dose a livello della regione aritmogena. L’estrema selettività della radioterapia stereotassica garantisce una buona tolleranza al trattamento; gli effetti collaterali che possono verificarsi sono transitori e facilmente gestibili (nausea, fenomeni infiammatori circoscritti) come ci confermano le nostre prime esperienze, molto positive».

Il ruolo dell’imaging

L’efficacia della tecnica dipende in primis dall’esattezza con cui si identifica il bersaglio da colpire con le radiazioni: quella porzione di tessuto cardiaco in cui l’aritmia ha origine. Una precisione che non si basa soltanto sull’accurato mappaggio elettro-anatomico dell’aritmologo, ma coinvolge tecniche di imaging all’avanguardia. «La Tac del cuore, grazie alle tecnologie più avanzate e all’utilizzo di protocolli dedicati, che abbiamo già validato clinicamente in esperienze preliminari condotte insieme ai colleghi aritmologi, si sta dimostrando la metodica più efficace per identificare il substrato aritmico, che consiste in aree cicatriziali del muscolo cardiaco, nei pazienti con gravi aritmie ventricolari come quelli arruolati nello studio», afferma Daniele Andreini, responsabile U.O. Radiologia e Tac Cardiovascolare del Centro Cardiologico Monzino.

Siamo ansiosi di verificare i risultati nel tempo, ma sicuri di essere nel posto migliore per aprire la strada a questa nuova frontiera di cura: il Monzino è uno dei centri europei con la maggiore tradizione, le tecnologie più avanzate e la più solida expertise per il trattamento delle aritmie ventricolari, e o IEO ha una radioterapia di eccellenza internazionale; la sperimentazione non poteva che partire da qui.

Corrado Carbucicchio

Per saperne di più, leggi il comunicato stampa

Per avere maggiori informazioni sullo studio e su come partecipare, è possibile contattare il Dr. Corrado Carbucicchio all'indirizzo mail: corrado.carbucicchio@cardiologicomonzino.it