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Un nuovo protocollo per valutare il consumo di ossigeno nella vita reale

Un poster presentato da Massimo Mapelli al European Practicum 2019 di Graz sul test cardiopolmonare è stato selezionato tra i migliori tre per il premio Young Investigation Award.

4 Novembre Nov 2019 0000 14 days ago
  • Elisabetta Salvioni

Il poster presentato recentemente da Massimo Mapelli, dell’UO Scompenso cardiaco del Monzino al Congresso internazionale European Practicum 2019 sul test cardiopolmonare, tenutosi a Graz in Austria dal 18 al 20 settembre 2019, è stato selezionato tra i migliori tre tra quelli internazionali inviati per il premio (Young Investigation Award).

Si tratta di un progetto sul consumo di ossigeno durante le attività quotidiane, portato avanti nell'ultimo anno nel Laboratorio di Fisiopatologia cardiorespiratoria con il Prof. Piergiuseppe Agostoni e la Dr.ssa Elisabetta Salvioni, che si basa essenzialmente sulla valutazione del consumo di ossigeno durante le attività quotidiane di 60 pazienti con scompenso cardiaco a diversi stadi di gravità posti a confronto con 40 soggetti sani.

Attività quotidiane (standard activities of daily living, ADL) con device portatile

La dispnea, com’è noto, è uno dei sintomi cardinali dell'insufficienza cardiaca cronica con ridotta frazione di eiezione (HFrEF), che compromette gravemente la capacità di svolgere attività standard della vita quotidiana e la qualità della vita. Il test da sforzo cardiopolmonare (CPET) è il gold standard nella valutazione della capacità funzionale in questi pazienti e svolge un importante ruolo diagnostico e prognostico. Tuttavia, i protocolli di esercizio fisico previsti dal test non rappresentano pienamente la vita quotidiana dei pazienti, tenendo conto del fatto che la maggior parte dei sintomi insorge con attività quotidiane ben diverse dalla pedalata in laboratorio, come salire le scale o allacciarsi le scarpe. E dunque, dati definitivi sul consumo di ossigeno e la ventilazione correlati ai compiti nei pazienti con HFrEF sono ancora carenti.

Durante il protocollo, ai soggetti è stato chiesto di indossare un device portatile in grado di misurare il consumo di ossigeno, la ventilazione e una serie di parametri cardio-metabolici (vedi sopra), mentre svolgevano una serie di attività tipiche della vita comune (spazzare per terra dei coriandoli per un tempo fisso, fare un letto, vestirsi, piegare asciugamani, fare le scale, camminare a diverse velocità, sistemare delle bottiglie nella dispensa...).

Com’era logico attendersi, è stato evidenziato che il consumo di ossigeno durante le attività quotidiane peggiora in base alla gravità dell'insufficienza cardiaca, con un progressivo aumento dell'inefficienza ventilatoria e dell'erosione della "riserva" VO2 dei pazienti.

I nostri dati suggeriscono che i pazienti con insufficienza cardiaca cronica e ridotta frazione di eiezione si limitano durante l'esercizio, quando possibile, diminuendo la velocità e l'intensità dello stesso. Il protocollo, da cui originerà un articolo scientifico, è un modo di rispondere a una miglior classificazione della capacità di esercizio e dei sintomi di questi pazienti, impegnati in azioni molto più simili a quelle che svolgono a domicilio rispetto ai tradizionali test funzionali che si fanno in laboratorio (es. test cardiopolmonare).

Massimo Mapelli

Il progetto di ricerca è stato anche selezionato tra i finalisti per la borsa di studio “ARCA Young”, destinata a ricercatori di età fino a 35 anni, che verrà assegnata il prossimo 19 novembre in un evento a Genova. I risultati dello studio verranno presentati il prossimo 28 novembre in un convegno al Centro Cardiologico Monzino dal titolo “Monitoraggio nel tempo”.


Riferimenti
1. Mapelli M, Salvioni E, Gugliandolo P, De Martino F, Vignati C, Palermo P, Mattavelli I, Magini A, Pezzuto B, Contini M, Apostolo A, Agostoni PG. Oxygen uptake during daily life domestic activities in patients with heart failure and reduced ejection fraction. European Practicum 2019; Graz settembre 2019.