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Fattori di rischio per il cuore, focus sulle donne

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Studio del Monzino sulla prevenzione cardiovascolare nella donna

28 Settembre Set 2017 0000 2 months ago

Più della metà delle donne milanesi soffre di ansia, depressione e stress: importanti fattori di rischio cardiovascolare, che si aggiungono a quelli più conosciuti, come fumo, alimentazione scorretta e scarsa attività fisica. È quanto emerge da uno studio condotto dal Centro Cardiologico Monzino nell’ambito dell’attività di Monzino Women e presentato il 27 settembre alle 17 a Palazzo Reale durante l’incontro “Il cuore delle Donne”, promosso dal Comune di Milano, insieme al Monzino e all’Università Statale.

“L’Amministrazione Comunale supporta questo programma per informare le donne sui rischi cardiovascolari – afferma Angelica Vasile, Presidente della Commissione Politiche Sociali, Servizi per la Salute e Volontariato del Comune di Milano–. Ringrazio il Centro Cardiologico Monzino per l’attenzione alla medicina di genere: è necessario sensibilizzare sempre più le persone per renderle consapevoli che anche dal punto di vista clinico il corpo della donna non è identico a quello dell’uomo”.

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Angelica Vasile

Il problema non è solo la presenza di fattori di rischio nella popolazione femminile. Anche l’assenza di consapevolezza di questi fattori da parte delle donne, e purtroppo anche dei medici, impedisce un’azione preventiva che potrebbe salvare molte vite.

Elena Tremoli, Direttore Scientifico Monzino

“Basta qualche numero: il 38% delle donne che hanno avuto un infarto perde la vita entro un anno, rispetto al 25% degli uomini "- continua la Prof.ssa Elena Tremoli. "Il 35% delle donne con infarto ne avrà un altro entro un anno, rispetto al 18% degli uomini. È evidente allora che la donna ha delle fragilità di genere, e quindi va sensibilizzata e accompagnata in un percorso specifico di prevenzione, diagnosi precoce e cura nelle malattie cardiovascolari. Per questo abbiamo inaugurato all’inizio di quest’anno “Monzino Women”, un centro che offre concretamente questo percorso affiancandolo a un’attività di ricerca scientifica. Ma abbiamo bisogno del supporto di tutta la società civile e della comunità medica perché il problema è prima di tutto culturale. Dobbiamo riuscire a parlare a tutti, uomini e donne, per convincere il mondo femminile a prendersi cura del proprio cuore quando non ci sono sintomi”.

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Daniela Trabattoni

"Sappiamo che almeno un fattore di rischio cardiovascolare è presente nell‘80% delle donne di 45 anni – continua Daniela Trabattoni, Responsabile di Monzino Women – La donna, oltre ai fattori comuni a tutta la popolazione, ne ha infatti di specifici, come i problemi legati alla gravidanza o i trattamenti per il tumore del seno, le malattie autoimmuni o gli aspetti psicosociali. I dati preliminari delle prime 100 donne visitate al Monzino Women, tutte senza sintomi o precedenti eventi cardiovascolari, confermano un quadro che richiede tutta la nostra attenzione: abbiamo trovato 16 donne con ipertensione e 17 con ipercolesterolemia. Quindi nel nostro campione il 30% delle donne presenta fattori di rischio elevato. Ha rivelato inoltre una presenza così significativa di ansia, depressione e stress, che abbiamo deciso di indagare la presenza di fattori di rischio psicosociale anche attraverso una ricerca ad hoc".

La ricerca – spiega Alessandra Gorini, responsabile dell’unità di Psicocardiologia – ha studiato le caratteristiche psicosociali di un campione di oltre 700 donne di età compresa fra i 20 e i 70 anni (età media 50) in relazione alla partecipazione alle attività di screening e prevenzione.

"Un dato che ci ha particolarmente colpito è la presenza molto alta di questi fattori: fra coloro che non fanno prevenzione il 65% ha sintomi di ansia, il 40% sintomi di depressione, e il 50% presenta elevati livelli di stress. Nel gruppo attivo in prevenzione, che comprende anche le donne che partecipano all’ambulatorio Monzino Women, la sintomatologia è inferiore ma comunque importante: 55% manifesta ansia, il 30% depressione e stress”.

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Alessandra Gorini