Se il cuore va (troppo) veloce
La fibrillazione atriale in crescita tra i giovani
La fibrillazione atriale è il disturbo del ritmo cardiaco più diffuso in tutta la popolazione, anche tra i giovani, e rappresenta uno dei maggiori fattori di rischio per l’ICTUS.
Questa anomalia del battito cardiaco si verifica quando le due cavità superiori del cuore, gli atri, si contraggono molto velocemente e in modo irregolare. Risultato: il ritmo del cuore diventa accelerato, caotico, e chi ne soffre prova palpitazioni, stordimento, fiato corto, difficoltà respiratorie, dolore al torace, debolezza, confusione.
Se negli anziani la fibrillazione atriale tende a diventare cronica, persistente, nelle persone più giovani è spesso un evento episodico, seppure in forte crescita: “La forma episodica della fibrillazione atriale è in forte incremento tra persone giovani e sane, soprattutto negli abitanti delle grandi città e in persone molto ansiose” - conferma Claudio Tondo, responsabile dell’Aritmologia del Centro Cardiologico Monzino.
Un consiglio per i giovani che ne soffrono: no agli eccessi. “è bene che si evitino pasti troppo abbondanti, così come l’abuso di birra e alcol, soprattutto la sera - continua il Prof. Tondo - Frequente, infatti, è il collegamento tra dilatazione dello stomaco e disturbi gastrici, con la conseguente insorgenza di fibrillazione atriale episodica notturna”. Ma non solo a tavola bisogna prestare attenzione: “Anche gli sforzi eccessivi richiesti dagli sport estremi possono causare questo disturbo”, conclude.
Per tutti, inoltre, è importante prevenire l’obesità e i fattori di rischio cardiovascolare, come l’ipertensione: anche questi infatti favoriscono la fibrillazione atriale cronica e spesso vi si associano.