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Come e perché aiutare “Safe Heart”

Obiettivo: offrire agli Haitiani che ne hanno bisogno la possibilità di un intervento cardiochirurgico

5 Maggio Mag 2015 0000 11 years ago
  • M. Roberto - A.P. Casado - S. Kassem - M. Zanobini
Haiti, il paese caraibico duramente colpito da un devastante terremoto nel 2010, ha una popolazione di poco più di dieci milioni di persone, con un’aspettativa di vita alla nascita di 65/61anni (donne/uomini) e un tasso di mortalità infantile del 59 per mille. La febbre reumatica e l’infezione da streptococco A è endemica. Il numero di bambini e giovani adulti haitiani con malattia cardiaca reumatica (la principale causa di morte per cause cardiovascolari nei paesi in via di sviluppo) che necessitano di un intervento chirurgico è compreso tra 2.500 e 6.000 ogni anno.



Diversi ospedali pubblici e privati si prendono cura dei pazienti affetti da malattie di cuore a Haiti. Ma le capacità diagnostiche sono limitate a ecocardiografia ed Ecg. E il trattamento si limita alla terapia medica. Non vi è alcuna cardiochirurgia ad Haiti, né angiografia né cardiologia interventistica.



Nel paese caraibico, in altre parole, le persone muoiono per malattie cardiache (valvolari soprattutto) senza la possibilità di ricevere un intervento chirurgico. È questo l’obiettivo di “Safe Heart”, grazie alla collaborazione volontaria di chirurghi, medici, infermieri e tecnici: contribuire a cambiare questo stato di cose e salvare pazienti che non potrebbero essere curati altrimenti.

Ma per conseguire tale obiettivo, c’è bisogno di tutto l’aiuto possibile. Occorre tenere presente che una missione cardiochirurgica in un paese come Haiti, che consenta di eseguire una diecina di interventi nell’arco di una permanenza di 7-10 giorni circa, non deve soltanto portare in loco i chirurghi, ma anche le altre risorse (di personale e di forniture) necessarie a effettuare in completa sicurezza un intervento cardiochirurgico. Il team che deve far parte di una missione del genere comprende almeno:
  • due cardiochirurghi;
  • un cardiologo;
  • uno-due anestesisti-intensivisti;
  • un perfusionista;
  • quattro infermieri ICU;
  • uno strumentista;
oltre a figure come tecnico manutentore, radiologo, bioingegnere, farmacista, microbiologo, ematologo, etc locali e non.

Il costo di una missione di queste dimensioni non è indifferente: si aggira intorno ai 55.000 €. Singole missioni di screening e di formazione sul campo hanno invece un costo che si attesta sui 5-6000 €. Per realizzare il proprio scopo sociale Safe Heart Onlus si avvale anche di un’équipe di professionisti, in molti casi gli stessi pazienti operati in Italia, che mettono a disposizione le proprie competenze nell’ambito della logistica, dell’organizzazione e della comunicazione per realizzare le missioni umanitarie.



Aiuta “Safe Heart” per offrire una speranza ai cardiopatici haitiani. Vai sul sito per scoprire come