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Ipertensione arteriosa, questa sconosciuta

Da cosa dipende, come possiamo curarla: un’intervista alla Dr.ssa Marina Alimento

3 Dicembre Dic 2014 0000 11 years ago
  • Marina Alimento

L'ipertensione interessa circa un miliardo di individui nel mondo e rappresenta uno dei maggiori fattori di rischio per la salute. Da una pressione arteriosa alta possono scaturire importanti complicanze cardiovascolari e cerebrovascolari come, ad esempio, l’infarto miocardico, l’ictus cerebrale o lo scompenso cardiaco. Per questa ragione l’ipertensione è una condizione che non deve essere sottovalutata. Eppure i dati recenti ci dicono che un italiano su tre non sa concretamente di cosa si tratti e quasi il 70% non ha mai ricevuto informazioni a riguardo.

In questa intervista, estratta da un articolo pubblicato a novembre sulle pagine del “Corriere Adriatico”, la Dr.ssa Marina Alimento dell’unità operativa Scompenso, Cardiologia Clinica e Riabilitativa del Monzino, ci spiega cos’è l’ipertensione arteriosa, da cosa può dipendere e come possiamo curarla.

 

 

Da cosa ha origine l’ipertensione arteriosa?

 

La patogenesi dell'ipertensione arteriosa è multifattoriale e poligenica; in termini più semplici significa che in ogni individuo è condizionata da un insieme di influenze ambientali che agiscono sull'espressione di vari geni. Oltre all'avanzare dell'età, tra i vari fattori che predispongono all’ipertensione devono essere ricordati: il fumo, l'obesità, la vita sedentaria, la dieta ricca di sodio, quella povera di potassio, calcio e magnesio, il consumo elevato di alcool, lo stress e l'insulino-resistenza.

 

 

Curare l'ipertensione significa quindi fare medicina preventiva?

 

Certo. Non dimentichiamo inoltre che, sebbene l'ipertensione arteriosa non deve essere considerata una malattia ma un fattore di rischio cardiovascolare, spesso nei pazienti ipertesi si riscontra la presenza concomitante di altre patologie come il diabete mellito o la dislipidemia. Questi fattori, quando presenti contemporaneamente, si potenziano l’un l’altro, aumentando in modo esponenziale il rischio cardiovascolare globale.

Prima di valutare se intraprendere un trattamento antipertensivo, è indispensabile poter effettuare una stratificazione del rischio cardiovascolare del soggetto, considerando l’entità dello stato ipertensivo ed eventuali fattori di rischio ulteriori, o patologie d'organo associate.

 

 

E’ possibile trattare tutte le forme di ipertensione arteriosa?

 

Uno dei punti critici del trattamento dell'ipertensione, è proprio il raggiungimento degli obiettivi pressori. Recenti studi osservazionali condotti in Europa sul controllo della pressione arteriosa hanno dimostrato come solamente in una percentuale variabile dal 25% al 40% dei pazienti trattati siano raggiunti i valori ottimali. Le cause di questo sono molteplici e spesso dipendenti da una non corretta comunicazione tra medico e paziente, o dall'utilizzo di farmaci in dosi o in associazioni inappropriate. Esiste tuttavia una forma di ipertensione arteriosa definita "resistente", che non risponde alle terapie farmacologiche a disposizione. In alcuni di questi casi può essere indicato l'impiego di nuove procedure terapeutiche, quali la denervazione dell'arteria renale, di cui al Monzino abbiamo una buona esperienza. Nell'Ambulatorio di Ipertensione Arteriosa di cui sono responsabile, ci occupiamo in particolare della valutazione specifica di ciascun paziente per individuare il percorso terapeutico più efficace per ognuno.