L’effetto delle statine sul rischio di diabete e sul peso corporeo
I risultati di uno studio internazionale su oltre 220.000 persone, cui ha partecipato il Monzino
8
Ottobre
Ott
2014
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11 years ago
Recentemente è stato osservato che le statine possono indurre effetti collaterali, tra i quali un aumento del rischio di diabete di tipo 2 e del peso corporeo e, ad oggi, non era nota la ragione di questi effetti. Uno studio internazionale, – condotto sulla base di studi clinici ed epidemiologici che hanno coinvolto un totale di 220 mila persone, e cui hanno partecipato l’Università Statale di Milano e il Centro Cardiologico Monzino, insieme all’University College di Londra e all’Università di Glasgow, – ha ora evidenziato come tali effetti dipendano dallo stesso meccanismo che è alla base dell'efficacia delle statine nella prevenzione degli eventi cardiovascolari.
È da notare che la modesta entità dell'aumento del peso (circa 240 g in media) non sembra sufficiente a spiegare il corrispondente aumento del rischio di diabete di tipo 2 (circa 12%). Del resto, il trattamento intensivo non è associato a incrementi più rilevanti del peso rispetto al trattamento con basso dosaggio, ma lo è a un aumento più elevato del rischio se di tipo 2 il rischio di diabete. Queste osservazioni, secondo gli Autori, richiederanno studi ulteriori.
In accordo con i risultati di recenti studi clinici e con le attuali linee guida NICE (UK National Institute for Health and Care Excellence), gli Autori concludono che, anche se questa associazione è consistente, il pur modesto rischio assoluto di sviluppare diabete di tipo 2 è largamente superato dai benefici del trattamento con statine per la riduzione del rischio cardiovascolare.
“I risultati dello studio non modificano in alcun modo le vigenti indicazioni in materia di prescrizione delle statine in prevenzione cardiovascolare, – commenta Elena Tremoli, Direttore scientifico del Monzino, e tra i firmatari del lavoro. – Piuttosto, essi suggeriscono di associare al trattamento con statine alcuni interventi sullo stile di vita, quali il controllo del peso corporeo, l’adozione di una dieta sana e di un’adeguata attività fisica per attenuare i rischi di tipo diabete 2. Suggerimenti che, come è noto, sono già di per sé dotati di potenziale preventivo”.
Fonte:
Swerdlow D, Tremoli E, Baldassarre D, Veglia F et al. HMG-coenzyme A reductase inhibition, type 2 diabetes, and bodyweight: evidence from genetic analysis and randomised trials. Lancet. 2014 Sep 24. pii: S0140-6736(14)61183-1. doi: 10.1016/S0140-6736(14)61183-1. [Epub ahead of print]. Vai all’abstract
È da notare che la modesta entità dell'aumento del peso (circa 240 g in media) non sembra sufficiente a spiegare il corrispondente aumento del rischio di diabete di tipo 2 (circa 12%). Del resto, il trattamento intensivo non è associato a incrementi più rilevanti del peso rispetto al trattamento con basso dosaggio, ma lo è a un aumento più elevato del rischio se di tipo 2 il rischio di diabete. Queste osservazioni, secondo gli Autori, richiederanno studi ulteriori.
In accordo con i risultati di recenti studi clinici e con le attuali linee guida NICE (UK National Institute for Health and Care Excellence), gli Autori concludono che, anche se questa associazione è consistente, il pur modesto rischio assoluto di sviluppare diabete di tipo 2 è largamente superato dai benefici del trattamento con statine per la riduzione del rischio cardiovascolare.
“I risultati dello studio non modificano in alcun modo le vigenti indicazioni in materia di prescrizione delle statine in prevenzione cardiovascolare, – commenta Elena Tremoli, Direttore scientifico del Monzino, e tra i firmatari del lavoro. – Piuttosto, essi suggeriscono di associare al trattamento con statine alcuni interventi sullo stile di vita, quali il controllo del peso corporeo, l’adozione di una dieta sana e di un’adeguata attività fisica per attenuare i rischi di tipo diabete 2. Suggerimenti che, come è noto, sono già di per sé dotati di potenziale preventivo”.
Fonte:
Swerdlow D, Tremoli E, Baldassarre D, Veglia F et al. HMG-coenzyme A reductase inhibition, type 2 diabetes, and bodyweight: evidence from genetic analysis and randomised trials. Lancet. 2014 Sep 24. pii: S0140-6736(14)61183-1. doi: 10.1016/S0140-6736(14)61183-1. [Epub ahead of print]. Vai all’abstract