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La depressione è un fattore di rischio per eventi cardiovascolari in pazienti con SCA

Lo conferma l’AHA, che raccomanda di includerla nello screening in prevenzione secondaria

2 Aprile Apr 2014 0000 6 years ago
  • Elena Tremoli

La depressione è un disturbo dell’umore che può essere spesso invalidante, coinvolgendo sia la sfera affettiva sia quella cognitiva della persona, e influendo negativamente sulla sua vita di relazione. La prevalenza del disturbo depressivo maggiore in età adulta è stimata essere del 10-25% nelle donne e del 5-12% negli uomini.

Negli ultimi anni è emerso come la depressione possa avere influenza a livello delle malattie cardiovascolari, suggerendo così un legame tra cuore e cervello. Tuttavia, anche se studi prospettici, review sistematiche e metanalisi hanno documentato un'associazione tra depressione e aumento della morbilità e della mortalità in una varietà di popolazioni cardiache, fino a ieri, la depressione non era ancora stata formalmente riconosciuta un fattore di rischio prognostico nei pazienti con sindrome coronarica acuta (SCA).

Un recente statement dell’American Heart Association (AHA) ha nuovamente passato in rassegna le evidenze disponibili in 53 studi, per stabilire se la depressione debba essere elevata al rango di fattore di rischio per i pazienti con SCA.

"I risultati di questa revisione, – spiegano la Prof. Elena Tremoli, Direttore scientifico del Monzino, e Silvia Stella Barbieri, Senior Research Fellow dell'Unità di Trombosi Sperimentale e Imaging in vivo del Dipartimento di Scienze Farmacologiche presso il Monzino, – indicano, che nonostante l’eterogeneità degli studi condotti in materia, vi è una concreta evidenza che consente all’American Heart Association di includere la depressione tra i fattori di rischio di eventi cardiovascolari in pazienti con SCA”.

A tutt’oggi, non vi è ancora una spiegazione univoca del legame tra depressione e malattie cardiovascolari, anche se processi quali un’aumentata reattività piastrinica, la disfunzione endoteliale e l’infiammazione possono avere un ruolo. Nel prossimo futuro, ci attendiamo ulteriori spiegazioni dal mondo della ricerca di base e traslazionale, per fare luce su questo stretto legame. Nel frattempo, è importante includere la valutazione dello screening per la depressione in prevenzione secondaria e in associazione ai maggiori fattori di rischio di malattia cardiovascolare.

Prof.ssa Elena Tremoli, Dr.ssa Silvia Stella Barbieri

Riferimento bibliografico

  • Lichtman JH et al. Depression as a risk factor for poor prognosis among patients with acute coronary syndrome: systematic review and recommendations: a scientific statement from the American Heart Association. Circulation. 2014;129:1350-1369. Vai all’abstract