Convegno ECM

Assistenza medica e infermieristica alla persona con cuore artificiale

Il LVAD (Left Ventricular Assist Device) è una tecnologia utilizzata come trattamento dello scompenso cardiaco e trova impiego sia come ponte verso il trapianto, sia come terapia definitiva.

16 Dicembre Dic 2016 0830 9 years ago 16 Dicembre Dic 2016 1800 9 years ago
  • Massimo Moro

Direttore del Corso Massimo Moro, Responsabile SITRA

L’insufficienza cardiaca terminale può presentarsi come un evento acuto oppure come ultimo stadio di una cardiopatia cronica. Nel caso di un paziente cronico con insufficienza cardiaca terminale la qualità di vita è pessima con ridotta probabilità di sopravvivenza. Questi pazienti, infatti, necessitano di frequenti ricoveri e di terapie farmacologiche complesse ed hanno una mortalità a un anno di circa il 50%. (Stewart S et al. More “malignant” than cancer? Five-year survival following a first admission for heart failure. Eur J Heart Fail 2001; 3: 315-322.)

La prognosi dei pazienti con insufficienza cardiaca terminale è peggiore della media dei tumori maligni con una sopravvivenza ad 1 anno del 50%. L’unico trattamento è il trapianto di cuore, ma il numero disponibile è di gran lunga inferiore rispetto alle richieste inoltre un numero limitato di pazienti può essere candidato al trapianto per una serie di controindicazioni.

Il LVAD (left ventricular assist device) è una tecnologia utilizzata come trattamento dello scompenso cardiaco e trova impiego sia come ponte (bridge to transplan) verso il trapianto, sia come terapia definitiva (destination terapy). (Ruolo attuale dell’assistenza cardiocircolatoria nel trattamento dell’insufficienza cardiaca. Giornale di Cardiologia; marzo 2010)

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