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Sport e patologia aortica toracica: come regolarsi?

Il punto con il Prof. Marco Agrifoglio

11 Gennaio Gen 2024 0000 one month ago
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    Marco Agrifoglio

    RESPONSABILE Ambulatorio EcocolorDoppler cardiovascolare, Unità Semplice di Cardiochirurgia post-intensiva

    STAFF MEMBER Monzino Women

    EQUIPE MEMBER Dipartimento di Chirurgia cardiovascolare

Si stima che la patologia aortica toracica, come aneurismi e dissezioni, colpisca tra 9,1 e 16,3 persone su 100mila ogni anno. Per questi soggetti le attuali linee guida internazionali raccomandano di non svolgere attività pesanti poiché l’aumento della pressione arteriosa durante questi esercizi è potenzialmente associata ad un aumento del rischio di crescita delle dimensioni aortiche e di dissezione acuta dell’aorta.

Oltre agli sport competitivi, queste persone dovrebbero evitare di svolgere attività caratterizzate da esercizi isometrici (statici) e isotonici (dinamici). È, inoltre, importante sottolineare che la maggior parte degli sport richiede una combinazione di esercizio statico e dinamico.

Ma come si misura lo sforzo?

«Per esempio la corsa, intesa come running per distanza media/lunga, comporta una maggiore attività isotonica (valore 3-4) e minore attività isometrica (valore 2-3), mentre il running per breve distanza comporta maggiore attività isometrica (valore 3-4) e minore attività isotonica (valore 1-2) – spiega il Prof. Marco Agrifoglio, Responsabile dell’Ambulatorio Ecocolordoppler cardiovascolare del Monzino – Altri lavori consigliano un’attività aerobica con sforzo lieve/moderato, che si misura in equivalenti metabolici (MET), il cui valore è tra 3 e 5 MET per circa 30 minuti nella maggior parte dei giorni della settimana, per un totale di 150 minuti a settimana.»

Che esercizi bisogna non fare?

«Pertanto l’esercizio fisico regolare da lieve a moderato deve essere incoraggiato, per i suoi noti effetti positivi sulla salute generale – aggiunge Agrifoglio –. Tuttavia la partecipazione a esercizi statici e dinamici pesanti deve essere evitata nei pazienti con patologia aortica toracica per rischio di aumento delle dimensioni aortiche e di dissezioni dell’aorta.»


L'intervento completo sul tema del Prof. Marco Agrifoglio è disponibile sul Corriere delle Sera.