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Scompenso cardiaco: è importante fare attenzione al deficit di ferro

Scoperto al Monzino un nuovo fattore prognostico per lo scompenso cardiaco

10 Marzo Mar 2023 0000 one year ago

Una delle patologie più frequenti nel mondo occidentale è lo scompenso cardiaco, la condizione in cui il cuore non è in grado di far arrivare una quantità sufficiente di ossigeno agli organi e tessuti che, di conseguenza, vanno incontro a sofferenza.

Il riconoscimento dei fattori di rischio e delle cause scatenanti rappresenta uno dei principali obiettivi per il trattamento iniziale dello scompenso e, quindi, per impostare la giusta terapia.

Una strategia operativa che appartiene anche al nostro Dipartimento di Cardiologia Critica e Riabilitativa, che alla sua attività quotidiana aggiunge una fondamentale componente: la costante ricerca clinico-scientifica.

E proprio da questo modello che scaturisce l’ultimo studio coordinato dal Prof. Piergiuseppe Agostoni, Direttore del Dipartimento di Cardiologia Critica e Riabilitativa del Monzino, pubblicato sulla rivista European Journal of Preventive Cardiology, che rivela come il “deficit funzionale” di ferro sia un fattore prognostico per lo scompenso cardiaco, che contribuisce a prevedere l’evoluzione della malattia e permette di curarla meglio. I dati appena pubblicati confermano, infatti, che nei pazienti con questa patologia il deficit “funzionale” di ferro si associa ad una prognosi peggiore, motivo per cui è molto importante diagnosticarla e trattarla per ridurre il rischio di mortalità.

Lo studio ha reclutato 800 pazienti ricoverati al Centro Cardiologico Monzino con diagnosi di scompenso cardiaco che sono stati seguiti per 5 anni con l’obiettivo di valutare la relazione fra deficit di ferro e mortalità.


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