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Il cuore e la sua “terapia meccanica”

Una task force di ricerca cardiovascolare tutta italiana, coordinata da Monzino, ha pubblicato i risultati del primo studio su una possibile “terapia meccanica” del cuore

21 Luglio Lug 2022 1530 24 days ago

I risultati di una ricerca tutta italiana su una possibile “terapia meccanica” del cuore, coordinata da Maurizio Pesce, Responsabile dell'Unità di Ingegneria Tissutale Cardiovascolare del Centro Cardiologico Monzino, sono stati recentemente pubblicati sull’autorevole rivista Circulation Research.

La task force di ricerca ha svelato il meccanismo mediante il quale le sollecitazioni meccaniche che si instaurano a causa delle variazioni strutturali nel miocardio infartuato, attivano il processo di fibrosi cardiaca. I ricercatori, inoltre, hanno svelato che la Verteporfina – un farmaco di uso comune – è in grado di interferire con questo meccanismo, riducendone significativamente l’impatto.

Una speranza per tanti pazienti

Al giorno d’oggi, le persone che soffrono di fibrosi sono ad alto rischio di insufficienza cardiaca e purtroppo al momento non esistono cure in grado di ripristinare la naturale architettura del miocardio. Nonostante vari trattamenti riescano ad alleviarne i sintomi e rallentarne il decorso. Proprio per questo la scoperta dell’attività anti-fibrotica della Verteporfina rappresenta un motivo di speranza per migliaia di pazienti cardiopatici.

“Il nostro studio suggerisce che prevenire l’effetto molecolare dei segnali meccanici nei fibroblasti cardiaci riduce la fibrosi, introducendo per la prima volta l’idea di una terapia meccanica del cuore, potenzialmente in grado di bloccare ‘a monte’ lo sviluppo dello scompenso cardiaco” afferma Maurizio Pesce.

Per maggiori informazioni leggi il comunicato.