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Premio giovani ricercatori del Ministero della Salute a Paolo Poggio del Monzino

19 Giugno Giu 2019 0000 5 months ago
  • Paolo Poggio, Elena Tremoli

Il riconoscimento gli è stato attribuito come principal investigator di un importante progetto di ricerca dell’Istituto sulla stenosi della valvola aortica calcifica.


Paolo Poggio, Responsabile dell’Unità di ricerca per lo studio delle patologie coronariche, valvolari e aortiche del Monzino, ha ricevuto il Premio “Giovani ricercatori”, per il progetto di studio Unraveling calcific aortic valve stenosis: from early recognition to pathogenic mechanisms, finanziato dal Ministero della Salute nell’ambito del Bando ricerca finalizzata 2018.

Il progetto, per il quale Paolo Poggio e il suo gruppo hanno ricevuto il riconoscimento, punta a scoprire se una specifica firma molecolare circolante, rilevata mediante sequenziamento dell'RNA, possa identificare lo stadio di sclerosi valvolare aortica, e valutare il ruolo di una specifica proteina, la proteina PCSK9, nella patogenesi della malattia della valvola aortica calcifica, studiando se varianti genetiche nei loci LPA e PCSK9 siano associate alla sclerosi valvolare aortica (in una popolazione di gemelli) e identificando i meccanismi direttamente collegati a PCSK9 e rilevanti per la malattia.

La stenosi della valvola aortica calcifica è una grave patologia, che colpisce il 3% della popolazione generale, ma che, nei paesi sviluppati, raggiunge il 7% negli over 65, un numero in crescita considerando l'invecchiamento della popolazione. Nessuna terapia farmacologica si è dimostrata fin qui efficace, e la sostituzione chirurgica o l’impianto transcatetere della valvola sono tuttora le uniche opzioni terapeutica disponibili. Lo stadio asintomatico della malattia, cioè la sclerosi valvolare, è un segno prodromico comune ad altre condizioni cardiovascolari, come lo scompenso cardiaco e l’infarto miocardico. E proprio tale stadio è stato proposto come miglior “finestra” temporale per procedere con un potenziale trattamento farmacologico per evitare la sostituzione valvolare.

Il ruolo della proteina PCSK9

È chiaro, dunque, che l'identificazione di una specifica “firma” molecolare circolante della sclerosi valvolare aortica costituirebbe un innovazione con importanti implicazioni cliniche, perché consentirebbe il riconoscimento precoce e a basso costo dei pazienti che si trovano a questo stadio della malattia. E a sua volta il riconoscimento precoce dei percorsi molecolari alterati nei pazienti con sclerosi valvolare potrebbe aprire la strada all'identificazione di nuovi target terapeutici per ridurre o addirittura arrestare la progressione e le sequele cliniche della malattia. Un obiettivo clinico perseguito tenacemente da molti laboratori di ricerca in decenni di ingenti sforzi, ma purtroppo ancora senza risultati apprezzabili.

PCSK9 (proproteina della convertasi subtilisina/kexina tipo 9) è una proteasi coinvolta nell’omeostasi del colesterolo, che interviene inducendo la degradazione del recettore per l’LDL. Il gene che codifica per PCSK9 è regolato, nel fegato, dai livelli intracellulari di colesterolo. Crescenti evidenze indicano che i livelli plasmatici di PCSK9 possono predire eventi cardiovascolari ricorrenti (infarto miocardico e angina) nei pazienti con malattia coronarica, anche in quelli con livelli di colesterolo LDL ben controllati. Le premesse razionali dell’attuale progetto si basano tra l’altro sulla precedente scoperta di Paolo Poggio e del suo gruppo che esiste un possibile effetto diretto di PCSK9 sullo sviluppo e la progressione della stenosi calcifica della valvola aortica.

Il nostro progetto può creare le premesse scientifiche per la successiva realizzazione di diversi progetti traslazionali che siano di beneficio clinico per i pazienti". In particolare, in caso di successo, lo studio potrebbe avere un impatto positivo per il SSN in termini di protocolli diagnostici e dello sviluppo di un kit diagnostico per consentire l'identificazione precoce dei pazienti con sclerosi valvolare aortica.

Paolo Poggio