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La TC cardiaca è un filtro efficace nei pazienti con indicazione alla coronarografia

25 Febbraio Feb 2019 0000 8 months ago
  • Pontone Preferita Doctor

    Gianluca Pontone

    RESPONSABILE Unità Operativa RM cardiovascolare

    STAFF MEMBER Ecocardiografia, Unità Operativa Radiologia e TAC Cardiovascolare, Unità Operativa Scompenso, Cardiologia Clinica e Cardiologia Riabilitativa

La conferma dallo Studio CONSERVE, un grande studio multicentrico randomizzato e controllato cui ha partecipato il Monzino.



Sono stati recentemente pubblicati su JACC cardiovascular imaging, i risultati dello studio CONSERVE, un grande studio multicentrico che ha visto la partecipazione dell’Area Imaging del Monzino con Gianluca Pontone, Responsabile dell’UO RM, in collaborazione con il gruppo del professor James Min della Weill Cornell University di New York. Lo studio aveva l’obiettivo di valutare l’utilità della TC cardiaca come filtro alla coronarografia invasiva (ICA) in pazienti con indicazione alla valutazione funzionale.

Tra i pazienti con segni e sintomi suggestivi di malattia coronarica, sottoposti a coronarografia, sono davvero molti quelli che non evidenziano una stenosi ostruttiva significativa. Tanto che, sulla scorta di diversi studi multicentrici, si sta affermando il concetto di TC cardiaca come “gatekeeper”, in grado di selezionare con maggior precisione i pazienti da inviare all’esame invasivo.

Ma come stanno le cose nei pazienti stabili sottoposti a coronarografia non emergente? Quali sarebbero stati i risultati clinici e la safety se questi pazienti avessero potuto giovarsi di una strategia selettiva, per essere sottoposti al test invasivo solo sulla base delle evidenze rilevate dalla TC cardiaca?

I risultati dello studio

Un nuovo studio multicentrico randomizzato ha valutato l’utilità della TC cardiaca come filtro per la coronarografia nei pazienti con indicazione alla valutazione funzionale. L’ipotesi di partenza del trial, nel quale il Monzino ha avuto un ruolo da protagonista, era che una strategia selettiva di invio alla coronarografia solo dopo il filtro della TC coronarica rappresenti un’opzione efficace per confermare o meno l’indicazione alla valutazione invasiva.

Un totale di 1.631 pazienti in 22 Centri sono stati dunque randomizzati, rispettivamente a un gruppo (808 pazienti) che ha eseguito una coronarografia invasiva come da indicazione oppure a un gruppo (823 pazienti) che, prima della coronarografia, ha eseguito una TC cardiaca. Il 77% dei pazienti di quest’ultimo gruppo non ha visto confermata l’indicazione all’esame invasivo e dunque ha potuto evitare di sottoporvisi, con minor disagio per il paziente e costi individuali ridotti del 57% per la valutazione diagnostica.

Inoltre, confrontando l’effettiva prevalenza di malattia ostruttiva nei pazienti dei due gruppi di studio, è stato possibile osservare che in oltre il 60% dei casi avviati direttamente a coronarografia, quest’ultima non è stata in grado di evidenziare lesioni coronariche ostruttive. Al contrario, l’assenza di ostruzioni coronariche è stata riscontrata soltanto in poco più del 24% circa dei pazienti che sono arrivati all’esame invasivo dopo il filtro della TC (p <0,001).

In pazienti stabili con sospetta malattia coronarica eleggibili per coronarografia, il tasso di eventi avversi cardiovascolari maggiori a 1 anno in coloro i quali hanno eseguito la TC coronarica prima dell’invio al test invasivo, non è stato superiore rispetto al tasso osservato in quelli che sono stati inviati direttamente a ICA (4.6% in entrambi i gruppi). A dirci che l’approccio che si avvale della TC come gatekeeper non è, quantomeno, inferiore quanto a efficacia diagnostica. Anzi, l’uso della TC come filtro selettivo, consentendo un ricorso ridotto all’ICA, si associa a una maggiore resa diagnostica e a una significativa riduzione dei costi oltre che dei disagi per i pazienti.

Lo studio CONSERVE conferma che la TC cardiaca costituisce un validissimo strumento per confermare l’indicazione alla coronarografia e per rendere più selettivo ed efficiente l’invio del paziente all’esame invasivo. La diagnosi diventa così sempre più prerogativa di strumenti non invasivi, mentre la valutazione invasiva si avvia ormai a diventare sede di trattamento piuttosto che di diagnosi.

Gianluca Pontone, Responsabile UO RM Cardiovascolare

Riferimenti
1. Chang HJ, Pontone G, Min JK et al. Selective referral using CCTA versus direct referral for individuals referred to invasive coronary angiography for suspected CAD. JACC Cardiovasc Imaging 2018. doi: 10.1016/j.jcmg.2018.09.018. [Epub ahead of print]