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Poco invasive, molto risolutive

Ecco come sono oggi le terapie in cardiologia

1 Maggio Mag 2018 0000 7 months ago

Riaprire vasi sanguigni occlusi, sostituire valvole che non tengono più, riportare il cuore al giusto ritmo in modo sempre più efficace e con la minima invasività possibile, intervenire anche su pazienti che solo pochi anni fa sarebbero stati reputati “inoperabili”. Le vite allungate, gli anni in salute guadagnati, sono il risultato più concreto sotto i nostri occhi dei progressi incredibili compiuti sul fronte delle terapie cardiovascolari

Cesare Fiorentini

L’esempio più evidente: l’angioplastica nell’infarto acuto

Questa procedura, che dilata il vaso sanguigno occluso con un catetere “a palloncino”, ha stravolto il modo di gestire l’infarto acuto trasformandolo da evento drammatico a un episodio che sempre più spesso può essere superato con successo, come testimoniano i dati di sopravvivenza. Certo, la rapidità di intervento è fondamentale. “Time is muscle”, il tempo è muscolo, questo è il nostro mantra. Perché più l’angioplastica è tempestiva, maggiore è la porzione del muscolo cardiaco che possiamo salvare. E per questo, non mi stancherò mai di ripeterlo, è vitale riconoscere i segnali che devono metterci in allarme e attivare subito la rete di intervento.

Quando ad ammalarsi sono le valvole

Anche se ad ammalarsi sono le valvole oggi i pazienti hanno possibilità di trattamento nuove, come le sostituzioni valvolari transcatetere che permettono di intervenire senza apertura toracica. Prima fra tutte la sostituzione trans-catetere dell’aorta (TAVI), una procedura molto affermata e proposta ai soggetti anziani e ad alto rischio operatorio, ma che in realtà si sta estendendo a macchia d’olio e con grande velocità anche in tipologie di pazienti a minor rischio. Simultaneamente anche la correzione dell’insufficienza mitralica mediante catetere si sta affermando sempre di più ed è ormai una pratica collaudata nei centri specializzati.

L'aritmologia non è rimasta esclusa dai progressi

Penso per prima cosa alla fibrillazione atriale, il disturbo del ritmo cardiaco più comune e diffuso che porta chi ne soffre a un elevato rischio trombo-emolico. Per contrastare questa aritmia oggi ricorriamo in molti casi alla procedura di ablazione trans-catetere, che è diventata sofisticata e precisa da essere in grado di correggere il disturbo in modo definitivo nella maggioranza dei casi.

Spingere lo sguardo più in là

L’obiezione che viene spesso viene rivolta all’impiego delle metodiche più moderne è l’incremento dei costi per il Servizio Sanitario Nazionale dei percorsi diagnostico-terapeutici più innovativi. Ma oggi più che mai dobbiamo essere capaci di spingere il nostro sguardo più in là. Pensare solo al breve termine non funziona. La storia delle innovazioni ci insegna infatti che l’estensione su larga scala di molte procedure innovative, nel tempo permette risparmi nella spesa pubblica, anche in termini di salute guadagnata.


L'articolo integrale del professor Cesare Fiorentini, Direttore sviluppo Area clinica del Centro Cardiologico Monzino, è stato pubblicato su Repubblica Salute ed è disponibile integralmente qui