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CPET e stratificazione del rischio di morte improvvisa nella cardiomiopatia ipertrofica

L’efficienza ventilatoria migliora la stratificazione del rischio nei pazienti a rischio basso-intermedio

8 Febbraio Feb 2016 0000 3 years ago

Nella cardiomiopatia ipertrofica, la maggior parte dei fattori associati al rischio di morte cardiaca improvvisa (sudden cardiac death - SCD) sono anche coinvolti nella fisiopatologia della limitazione all'esercizio. Un nuovo studio multicentrico italiano1 ha indagato la capacità del CPET (cardiopulmonary exercise test) di migliorare la stratificazione del rischio di SCD, su un totale di 623 pazienti consecutivi con cardiomiopatia ipertrofica, da 5 Centri italiani di terzo livello tra cui il Centro Cardiologico Monzino.

[Grafico: Rischio di morte cardiaca improvvisa (SCD) ed end-point surrogati rispetto al valore di cut-off per la VE/VCO2.]

Lo studio ha mostrato che l'impiego dell’efficienza ventilatoria (VE/VCO2 slope) derivata dal CPET consente di rendere significativamente più precisa la stratificazione del rischio di SCD, in particolare nelle classi di pazienti a rischio basso-intermedio.

Gli Autori (primo firmatario il professor Damiano Magrì, Dipartimento di Clinica e Medicina Molecolare Università “La Sapienza” di Roma) hanno anche indicato un valore di cut-off per la VE/VCO2= 31 come più accurato per l'end-point dello studio, suggerendo che l'implementazione di tale valore di cut-off nella stratificazione del rischio per SCD potrebbe comportare un ampliamento dell’indicazione all’impianto di defibrillatori (ICD), per esempio, nel 20% dei pazienti della categoria a rischio basso-intermedio proposta dalla European Society of Cardiology - ESC nel 2014.

"La stratificazione del rischio di morte cardiaca improvvisa nella cardiomiopatia ipertrofica è tuttora un tema difficile. In particolare, né le linee guida dell’American Colleg of Cardiology né le nuove linee guida ESC rispondono in modo esaustivo alla spinosa questione delle classi di rischio basso-intermedio di SCD. Oltre a validare un nuovo modello di previsione del rischio in un’ampia coorte di pazienti con cardiomiopatia ipertrofica, questo studio rappresenta il primo tentativo di introdurre variabili ricavate da test da sforzo cardiopolmonare nella gestione del rischio morte cardiaca improvvisa nei pazienti con cardiomiopatia ipertrofica".

Piergiuseppe Agostoni, Coordinatore Area di Cardiologia Critica del Monzino.

Riferimenti

  1. Magrì D, et al. Heart Published Online First: January 2016; doi:10.1136/heartjnl-2015-308453.