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Latticini, nuovi alleati contro l'ipertensione?

Il settimanale "Gente" lo ha chiesto agli specialisti del Monzino

20 Gennaio Gen 2016 0000 6 years ago

Secondo una recente ricerca pubblicata sul British Journal of Nutrition, i latticini sono un buon alleato contro l’ipertensione. La ricerca, in particolare, ha riscontrato un minore incremento della pressione tra coloro che consumano almeno tre porzioni a settimana di latte e latticini rispetto a chi si ferma a meno di una porzione a settimana. È stato evidenziato inoltre che a un maggiore consumo di questi prodotti è associato anche un minor rischio di sviluppare ipertensione con l’avanzare dell’età.

I latticini proteggono le arterie perché contengono “peptidi bioattivi”, vale a dire piccoli frammenti di proteine generati dalla digestione del siero di latte, che favoriscono una minore rigidità dei vasi e quindi la pressione arteriosa Latte e yogurt inoltre sono ricchi di calcio, potassio e magnesio: elementi nutritivi che proteggono le arterie e aiutano a mantenere i vasi elastici, pertanto permettono alla circolazione e alla pressione di funzionare bene.

Monica Giroli

«Gli intolleranti possono assumere latte senza lattosio, mentre chi è allergico potrebbe aver bisogno di introdurre calcio con integratori. Il deficit di calcio, infatti, non solo può dare problemi al sistema scheletrico ma può esporre anche a maggiori rischi cardiovascolari» precisa la Dr.ssa Giroli.

Attenzione però, il via libera non si riferisce a tutti i latticini:

Secondo lo studio americano, aiutano a contrastare l’ipertensione il latte scremato, o parzialmente scremato, e gli yogurt. Non sono invece di aiuto i formaggi, la panna e il burro: data la loro elevata quantità di grassi, infatti, gli eventuali benefici esercitati sulla pressione rischiano di essere inferiori rispetto ai danni prodotti su colesterolo e trigliceridi.

Monica Giroli

Per maggiori informazioni, leggi l'intervista integrale del settimanale "Gente" a Monica Giroli, biologa nutrizionista dell'Unità di Prevenzione cardiovascolare del Monzino, e a Marina Alimento, cardiologa dell'Unità Scompenso, Cardiologia clinica e riabilitativa del Monzino.


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