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La prevenzione della cardiotossicità da chemio: la Lecture “Luigi Condorelli” del Prof. Cesare Fiorentini

In occasione del 76° Congresso SIC, al Direttore Area clinica del Monzino è stato conferito il “Premio Condorelli”

21 Dicembre Dic 2015 0000 3 years ago

Durante il 76° Congresso nazionale della Società Italiana di Cardiologia (SIC), tenutosi a Roma dall’11 al 14 dicembre scorsi, al Prof. Cesare Fiorentini, – Direttore Area Clinica del Centro Cardiologico Monzino, – è stato conferito il Premio “Luigi Condorelli”, istituito dalla SIC per onorare la memoria di uno dei fondatori della Società. Il premio, si legge nella motivazione, gli è stato attribuito per aver contribuito con la sua lunga attività clinica, didattica e di ricerca allo sviluppo della Cardiologia italiana. In occasione del prestigioso riconoscimento, il vincitore è stato invitato a tenere una Lecture, che il Prof. Fiorentini ha dedicato al complesso e attuale tema della prevenzione della cardiotossicità da farmaci antitumorali.

La cardiotossicità è una complicanza frequente e potenzialmente severa delle terapie antitumorali, di crescente rilevanza epidemiologica a causa dell’incremento del numero di pazienti oncologici trattati e della sempre maggiore complessità e aggressività delle terapie oncologiche. Si può dire che la chemioterapia oncologica (CT) sia entrata a far parte a buon diritto dei fattori di rischio cardiovascolare.

Per fortuna,– ha ricordato il Prof. Fiorentini nella sua Lecture, – oggi disponiamo degli strumenti per individuare precocemente la cardiotossicità da CT, prima che si instauri un effettivo danno cardiaco. In particolare, con la valutazione della troponina I durante e dopo CT, ciò che consente anche di stratificare il rischio cardiaco e di impostare efficaci strategie terapeutiche di prevenzione. Il suo utilizzo dovrebbe essere incluso nella definizione di cardiotossicità, anche perché, nei pazienti con cardiomiopatia indotta da CT, il recupero è tanto più completo quanto più tempestivo è l’inizio del trattamento. Ecco perché occorre una stretta collaborazione tra Oncologi e Cardiologi”.