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Valutare le coronarie con una Tac

Migliora la qualità della vita e riduce i costi sanitari. Nuove conferme dai dati più recenti

25 Novembre Nov 2015 0000 10 years ago
  • Gianluca Pontone

Nuovi dati a favore dello studio internazionale Platform, che ha valutato la “FFR-CT” come esame non invasivo in grado, per alcune categorie di pazienti, di analizzare le coronarie con una Tac senza dover ricorrere a coronarografia.

Lo studio - coordinato da Gianluca Pontone, direttore dell’U.O. di RM cardiovascolare del Centro Cardiologico Monzino - ha dimostrato che la nuova tecnologia “FFR-CT” permette di evitare la coronarografia addirittura al 61% dei pazienti, senza alcun impatto negativo sulla qualità delle loro diagnosi.

Oggi nuovi dati, appena pubblicati su JACC, la rivista scientifica dell’American College of Cardiology, ci confermano che l’utilizzo della “FFR-CT” come filtro alla coronarografia, oltre a migliorare la qualità della vita dei pazienti, permette anche un minor utilizzo di risorse sanitarie e quindi una riduzione dei costi pari al 32% rispetto a una strategia che utilizza l’angiografia coronarica invasiva.

«La FFR (fractional flow reserve o riserva frazionale di flusso) è un parametro che permette di valutare non solo l’anatomia ma anche la gravità funzionale di una stenosi coronarica. Nell’ambito dello studio Platform abbiamo dimostrato che è possibile misurare con precisione questo parametro sulla base dei dati di una Tac coronarica, grazie a un software di ultima generazione (FFR-CT)» - afferma Gianluca Pontone - «Sebbene sia importante sottolineare in questa fase che solo i pazienti senza stent possono sottoporsi all’analisi FFR-CT, i risultati ottenuti fino ad oggi sono molto promettenti - conclude - e ci incoraggiano ancora una volta a un uso più selettivo di procedure invasive a favore dell’FFR-TC. Siamo orgogliosi di poter affermare che il Monzino è stato il primo Centro in Italia e tra i primi al mondo a introdurre questa nuova tecnologia nella pratica clinica».

Dr. Gianluca Pontone