La valutazione funzionale non invasiva di una lesione coronarica riduce i costi e migliora la qualità della vita
Pubblicati su JACC i risultati dell’analisi economica dello studio PLATFORM
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Novembre
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2015
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10 years ago
Le Linee guida raccomandano di valutare non solo l’anatomia, ma anche il significato funzionale di una lesione coronarica prima di procedere alla rivascolarizzazione. La FFR (fractional flow reserve o riserva frazionale di flusso) consente di valutare la gravità funzionale di una stenosi coronarica e può essere stimata in modo non invasivo sulla base dei dati di una TC coronarica.
L'efficacia clinica di una strategia di valutazione che utilizzi la FFRCT è stata recentemente dimostrata dallo studio PLATFORM (Prospective Longitudinal Trial of FFRCT: Outcomes and Resource impacts): nel 61% dei pazienti osservati è infatti stato possibile evitare la coronarografia, senza alcun impatto negativo a breve sulla prognosi.1
Ora, un nuovo studio basato su dati raccolti prospetticamente dallo stesso studio PLATFORM si è proposto di valutare, in pazienti sintomatici con sospetta CAD, la qualità della vita e i costi di una strategia per la decisione clinica basata sulla FFRCT.2
Questa è risultata associata a un minor utilizzo di risorse sanitarie e quindi a costi significativamente più bassi rispetto a una strategia che utilizzi l’angiografia coronarica invasiva (riduzione del 32% dei costi).
“Questi risultati suggeriscono che l’insieme di dati anatomici e funzionali forniti dalla FFRCT può portare a un uso più selettivo di procedure invasive rispetto alla strategia usuale, – spiega il Dr Gianluca Pontone, direttore dell’U.O. di RM cardiovascolare del Centro Cardiologico Monzino, membro dello steering committe e principal investigator dello studio PLATFORM. – Inoltre, la strategia che utilizza la FFRCT è risultata anche associata a un miglioramento significativamente maggiore nella qualità della vita dei pazienti”.
Fonte:
L'efficacia clinica di una strategia di valutazione che utilizzi la FFRCT è stata recentemente dimostrata dallo studio PLATFORM (Prospective Longitudinal Trial of FFRCT: Outcomes and Resource impacts): nel 61% dei pazienti osservati è infatti stato possibile evitare la coronarografia, senza alcun impatto negativo a breve sulla prognosi.1
Ora, un nuovo studio basato su dati raccolti prospetticamente dallo stesso studio PLATFORM si è proposto di valutare, in pazienti sintomatici con sospetta CAD, la qualità della vita e i costi di una strategia per la decisione clinica basata sulla FFRCT.2
Questa è risultata associata a un minor utilizzo di risorse sanitarie e quindi a costi significativamente più bassi rispetto a una strategia che utilizzi l’angiografia coronarica invasiva (riduzione del 32% dei costi).
“Questi risultati suggeriscono che l’insieme di dati anatomici e funzionali forniti dalla FFRCT può portare a un uso più selettivo di procedure invasive rispetto alla strategia usuale, – spiega il Dr Gianluca Pontone, direttore dell’U.O. di RM cardiovascolare del Centro Cardiologico Monzino, membro dello steering committe e principal investigator dello studio PLATFORM. – Inoltre, la strategia che utilizza la FFRCT è risultata anche associata a un miglioramento significativamente maggiore nella qualità della vita dei pazienti”.
Fonte:
- Pontone G, Patel MR, Hlatky MA et al. Am Heart J. 2015 Sep;170(3):438-446.e44.
- Douglas PS, Pontone G, Hlatky MA et al. Eur Heart J. 2015 Sep 1. pii: ehv444. [Epub ahead of print] Vai all’abstract
- Hlatky MA, De Bruyne B, Pontone G et al. J Am Coll Cardiol. 2015 Oct 9. pii: S0735-1097(15)06590-0. doi: 10.1016/j.jacc.2015.09.051. [Epub ahead of print] Vai al lavoro originale