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Al Monzino, un innovativo intervento per il trattamento percutaneo dell’insufficienza tricuspidale

Nello Studio multicentrico PREVENT, il Cardiologico è tra i centri arruolatori per l’Italia

2 Novembre Nov 2015 0000 10 years ago
  • Alamanni F, Bartorelli A
Lo studio PREVENT (Percutaneous Treatment of Tricuspid Valve Regurgitation With the TriCinch System; ClinicalTrials.gov NCT02098200) ha l’obiettivo di valutare – in pazienti portatori di insufficienza tricuspidale funzionale sintomatica (TR) da 2+ a 4+ su una scala 4+ (da moderata a grave), con dilatazione anulare superiore a 40 mm, – l’efficacia dell'intervento di riparazione percutanea con dispositivo TriCinch nel ridurre l’insufficienza tricuspidale di almeno 1 grado, valutata tramite parametri ecocardiografici quantitativi e qualitativi, e gli eventuali eventi avversi maggiori, nell’immediato post-operatorio e a 3 e 6 mesi dall’intervento.

Il sistema TriCinch è progettato per la riparazione transcatetere della valvola tricuspide, mediante la riduzione della dimensione setto-laterale del diametro dell'anulus tricuspidale e il ripristino del contatto tra i lembi valvolari, alleviando con ciò i sintomi indotti dalla diminuzione dell’output cardiaco a causa dell’insufficienza (dispnea, facile affaticabilità, astenia ecc).

Il dispositivo viene inserito per la via femorale per accedere all'atrio destro. Al termine della procedura di correzione del difetto valvolare, che si svolge sotto guida radioscopica , ecografica transesofagea e intracardiaca, il sistema di rilascio TriCinch e l'introduttore venoso vengono rimossi. L’intera procedura si svolge a cuore battente, senza il ricorso all’assistenza circolatoria.

Il razionale per lo sviluppo di un’alternativa transcatetere come il sistema di TriCinch per il trattamento dell’insufficienza tricuspidale funzionale è soprattutto legato all’alto rischio rappresentato dall'intervento chirurgico tradizionale, perché questi pazienti presentano in genere disfunzione ventricolare destra, ipertensione polmonare, e/o un pregresso intervento di chirurgia valvolare. E anche se la riduzione di un grado, all’Ecocolor-Doppler, dell’insufficienza tricuspidale sembra modesta, l'impatto di questa tecnica innovativa in termini di miglioramento clinico dovrebbe essere incoraggiante.

La buona riuscita di procedure di questo tipo richiede una stretta sinergia tra diverse figure professionali, possibile solo in Centri cardiologici estremamente specializzati in cui le diverse competenze cardiologiche, rianimatorie, chirurgiche e interventistiche possano operare contemporaneamente in una sala polifunzionale.

Nell’ambito dello studio, giovedì 8 ottobre il Centro Cardiologico Monzino ha portato a termine, con successo, un intervento con questa innovativa procedura. L’intervento è stato eseguito dal Prof. Francesco Alamanni, Direttore dell’Area Chirurgica Cardiovascolare e dal Prof. Antonio Bartorelli, Direttore dell’Area Cardiologica Interventistica assieme al Dr. Mauro Pepi, Direttore dell’Area Imaging Cardiovascolare, e dalla Dr.ssa Manuela Muratori, Aiuto Referente dell’UO Scompenso, Cardiologia Clinica e Riabilitativa.

Con questa procedura, realizzata con successo, in particolare dal punto di vista della safety, – commenta il Prof. Alamanni, – continua l’impegno del Centro Cardiologico Monzino nella costante ricerca dell’innovazione tecnologica e clinica. Questo è reso possibile dalla nostra pluridecennale esperienza nel trattamento delle patologie valvolari e dal continuo impegno comune dei chirurghi, cardiologi e rianimatori per ottenere, quanto più possibile, la riduzione del trauma chirurgico”.