Scacco all'ictus
Prevenzione: un'attenzione speciale per le donne
“Sono una donna: l’ictus colpisce anche me” è lo slogan della Giornata mondiale contro l’ictus cerebrale, che ricorre oggi - giovedì 29 ottobre - e ancora una volta accende i riflettori sulle donne.
I numeri parlano chiaro: dei 200.000 casi di ictus cerebrale che si registrano ogni anno, il 43 per cento interessa le donne. E come se non bastasse, le colpisce con esiti peggiori rispetto agli uomini: il 61 per cento delle morti per ictus, infatti, è appannaggio del genere femminile.
Una delle condizioni più frequenti che predispone all’ictus - insieme ad altre come, ad esempio, ipertensione, diabete, fumo - è la fibrillazione atriale, un’aritmia cardiaca piuttosto diffusa che aumenta di cinque volte le chance di andare incontro a ictus, rispetto a chi ha un ritmo cardiaco regolare. E per le donne, in realtà, il rischio si moltiplica ulteriormente. Come sottolinea la Dr.ssa Stefania Riva, dell’Unità di Aritmologia del Monzino: «Numerosi studi hanno dimostrato che le donne hanno il 30 per cento in più di probabilità degli uomini di incorrere in un episodio trombo-embolico come conseguenza della fibrillazione atriale, e in particolare le donne in età avanzata, cioè sopra i 75 anni. Probabilmente questo è dovuto al fatto che nelle donne si registra una maggiore frequenza di fattori di rischio associati: presentano, infatti, un peggiore controllo dell’ipertensione e una frequenza più elevata scompenso cardiaco».
Eppure il mondo femminile non ne è consapevole, o non abbastanza. Per questo la Giornata Mondiale contro l’ictus vuole richiamare anche quest’anno l’attenzione delle donne, invitandole a sottoporsi ai controlli, a fare domande ai propri medici, e a seguire stili di vita preventivi e salutari.