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Primo caso di terapia intracardiaca con staminali guidata da imaging 3D integrato

Eseguito al Monzino da un progetto di collaborazione tra l’Unità di Biologia Vascolare e Medicina Rigenerativa e l’Unità “Ventricular Intensive Care”

21 Settembre Set 2015 0000 10 years ago
  • Carbucicchio C, Pompilio G
La terapia intracardiaca con cellule staminali è un trattamento innovativo per le cardiomiopatie refrattarie su base ischemica, che può oggi essere somministrato per via percutanea a guida angioscopica. Orientare la somministrazione delle cellule con una precisa caratterizzazione anatomica e funzionale delle aree bersaglio è strategica, per migliorare l'efficacia e la sicurezza dell'intervento. Da questo punto di vista, l’angioscopia a 2D è però gravata da gravi carenze intrinseche, che consistono in particolare in una limitata precisione nella caratterizzazione del substrato miocardico e nella guida alla navigazione del catetere di infusione.

Per ovviare a questi limiti, il Centro Cardiologico Monzino ha sviluppato un approccio percutaneo innovativo, basato sull'integrazione di una mappa elettro-anatomica in 3D con la ricostruzione ecocardiografica intracardiaca in tempo reale (ICE) del ventricolo sinistro. “In un caso trattato di recente, l'imaging combinato si è dimostrato efficace per valutare in dettaglio le caratteristiche anatomiche e funzionali delle aree bersaglio e per orientare la somministrazione delle cellule utilizzando la visione diretta in tempo reale dell'ago”, spiega Giulio Pompilio, Responsabile dell’Unità di Biologia Vascolare e Medicina Rigenerativa.

Il caso che abbiamo portato a termine con successo è il primo eseguito con questo approccio integrato, – commenta Corrado Carbucicchio, Responsabile U.O. Ventricular Intensive Care del Monzino. – La metodica consente di ricavare informazioni particolarmente utili nei pazienti con cardiomiopatia ischemica post-infartuale avanzata, che richiedono una precisa individuazione delle aree target e un accurato monitoraggio intraprocedurale”.




A) SPECT pre-intervento che mostra la presenza di un difetto ischemico reversibile. B) Mappa endocardica elettro-anatomica in 3D del ventricolo sinistro: nelle aree target, la mappa è caratterizzata da segnali normali (in viola) che escludono la presenza di cicatrici post-ischemiche. C) Le zone in giallo indicano i siti d’inoculazione al termine del trattamento. L'asterisco sulla mappa identifica la punta dell'ago. D) Ecografia intracardiaca (ICE) real-time che visualizza il catetere, evidenziando la posizione della punta dell'ago (asterisco) impegnato nella parete miocardica. E) ICE durante l’inoculazione delle cellule per escludere il rilascio significativo di microbolle all’interno della cavità. F) SPECT a 6 mesi dall’intervento, che mostra la significativa riduzione dell’ischemia nelle aree target.1


Fonte:
  1. Carbucicchio C, Casella M, Catto V, Bassetti B, Bestetti A, Pompilio G. Novel Application of 3-Dimensional Real-Time Cardiac Imaging to Guide Stem Cell-Based Therapy. Can J Cardiol 2015;31(8):1073.e13-5.