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Terapia con cellule progenitrici del midollo osseo per la cardiopatia ischemica

Lo stato dell’arte in un editoriale del Monzino su Circulation Research

14 Settembre Set 2015 0000 10 years ago
  • Pompilio G. - Tremoli E.
Negli ultimi tempi, la terapia cellulare con progenitori del midollo osseo (bone marrow cells, BMC) è emersa come una potenziale nuova strategia per il trattamento della cardiomiopatia ischemica. Ma dopo oltre 15 anni, i meccanismi attraverso i quali le BMC esercitano una cardio-protezione nell’ischemia acuta e cronica non sono stati ancora completamente chiariti.

Hamano et al sono stati i primi, nel 2001, a pubblicare i risultati di una sperimentazione clinica pilota sugli effetti benefici del trapianto di BMC in pazienti con cardiopatia ischemica. Questo studio di riferimento è stato poi seguito da un gran numero di studi clinici randomizzati e controllati: a oggi, circa 80 studi sono stati completati, e più di 30 sono in corso. Successivamente, sono state pubblicate diverse metanalisi positive, anche se indebolite dalla variabilità del disegno degli studi.

Sul numero del 28 agosto scorso di Circulation Research, Muhammad R. Afzal et al pubblicano la metanalisi a tutt’oggi più ampia sulla terapia con BMC (48 studi randomizzati su 2.602 pazienti complessivi).1 In un dettagliatissimo lavoro, – anche se non privo di limitazioni, inclusa quella di non analizzare i fattori paziente-specifici, – gli Autori prendono in considerazione un numero notevole di variabili che possono influenzare l’esito del trattamento, nonché l'interpretazione dei risultati.

Un editoriale, ospitato sullo stesso numero della rivista, commenta il lavoro di Afzal, anche alla luce dei trial randomizzati che sono attualmente in corso.2La metanalisi di Afzal et al, – spiega il prof. Giulio Pompilio, dell’U.O. Cardiochirurgia 1 del Monzino, Responsabile dell’Unità di Biologia Vascolare e Medicina Rigenerativa, e primo firmatario dell’editoriale, – attesta che la terapia BMC è sicura e induce significativi anche se modesti effetti positivi nelle ischemie sia acute sia croniche, in termini di recupero della frazione d'eiezione del ventricolo sinistro (VS), di riduzione della dimensione dell’infarto e del rimodellamento del VS. Da notare che i risultati sono rimasti positivi anche dopo l'esclusione degli studi che riportano discrepanze nei risultati e dopo aver incluso solo gli studi con risonanza magnetica”.

Secondo la metanalisi di Afzal et al, gli effetti benefici sui parametri del VS persistono oltre i 12 mesi di follow-up, ma si riducono progressivamente; a suggerire che possano essere necessarie più iniezioni al fine di garantire un beneficio di lungo durata della terapia.

Tuttavia, – conclude Giulio Pompilio – le meta-analisi non sono fatte per produrre risposte conclusive, ma per generare ipotesi e per fornire indispensabili punti di riferimento ai clinici per il disegno di studi randomizzati e controllati. È a questi ultimi che spetterà il compito di stabilire se la terapia con BMC offre davvero una speranza concreta ai pazienti con cardiopatia ischemica”.

Tra gli studi di Fase III in corso, ricordiamo in particolare un trial multicentrico di cui si attendono i risultati, il BAMI RCT (The Effect of Intracoronary Reinfusion of Bone Marrow-derived Mononuclear Cells on All Cause Mortality in Acute Myocardial Infarction; NCT01569178), e due studi di cui è in corso l’arruolamento, il CEP-41750 (Efficacy and Safety of a Allogeneic Mesenchymal Precursor Cells for the Treatment of Chronic Heart Failure; NCT02032004) e il CHART-2 trial (Congestive Heart Failure Cardiopoietic Regenerative Therapy Trial; NCT02317458). Infine, è in corso lo studio multicentrico italiano STEMAMI OUTCOME (Stem Cell Mobilization in Acute Myocardial Infarction, NCT01969890), di cui il Monzino è promotore e il prof. Pompilio co-Principal Investigator.




Ripartizione delle meta-analisi sulla terapia cardiaca con BMC, in base: al tipo di cardiopatia ischemica (A), agli outcome ottenuti cumulativamente in tutte le cardiopatie ischemiche (B), solo in quelle acute (AMI) (C) e solo in quelle croniche (CIHD) (D). 2


Riferimenti
  1. Afzal MR, Samanta A, Shah ZI et al. Adult bone marrow cell therapy for ischemic heart disease: evidence and insights from randomized controlled trials. Circ Res. 2015;117:558–575. Vai al full text
  2. Pompilio G, Nigro P, Bassetti B, Capogrossi MC. Bone Marrow Cell Therapy for Ischemic Heart Disease. The Never Ending Story. Circ Res. 2015;117:490-493.