Mantenere la pressione nei giusti limiti
Un’intervista alla Dott.ssa Marina Alimento
"Nemico invisibile", l'ipertensione arteriosa troppo spesso viene diagnosticata quando ha già provocato danni d'organo o complicanze. Questa condizione infatti, che in Europa colpisce il 30% degli adulti, in genere non dà sintomi. Eppure è uno dei maggiori fattori di rischio cardiovascolare perché aumenta l’incidenza di scompenso cardiaco, infarto miocardico, aterosclerosi, ictus, insufficienza renale. Per questo identificarla precocemente è fondamentale perché permette di proteggere gli individui più a rischio.
Il primo passo naturalmente è intervenire sui fattori cosiddetti “modificabili”, come ad esempio l’obesità, la sedentarietà, l’abitudine al fumo, o all’alcol. Se da un lato infatti nulla si può fare per cambiare l’età o la familiarità (l’avanzare degli anni e avere parenti diretti colpiti da pressione alta aumentano il rischio di soffrirne), è possibile, ad esempio, ridurre il consumo di sale e degli alimenti che lo contengono, praticare attività fisica in modo regolare, raggiungere un giusto peso corporeo, smettere di fumare. E quando gli interventi sullo stile di vita non sono sufficienti a portare la pressione a livelli accettabili, si ricorre ai farmaci.
Talvolta però anche la terapia farmacologica non raggiunge i suoi obiettivi. In questi casi - che devono essere valutati ognuno nella sua specificità - si possono considerare nuove metodiche, come la denervazione dell'arteria renale.
La Web TV MEDICINA E INFORMAZIONE ha intervistato la Dott.ssa Marina Alimento, Specialista in Cardiologia dell'Unità di Scompenso, Cardiologia Clinica e Riabilitativa del Monzino, per un approfondimento speciale sull’ipertensione, avversario silenzioso, certo, ma che possiamo combattere su molteplici fronti.
Dott.ssa Marina Alimento
