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Un biomarcatore affidabile di danno a carico della membrana alveolo-capillare nello scompenso cardiaco

È la forma immatura della SP-B, una delle proteine costitutive del surfattante polmonare

6 Luglio Lug 2015 0000 10 years ago
  • Tremoli E – Agostoni PG - Banfi C
Nell’insufficienza cardiaca, la membrana alveolo-capillare subisce un processo di rimodellamento che, col tempo, produce alterazioni indipendenti dal pattern emodinamico. Tale processo può essere valutato in modo non invasivo mediante l'analisi della diffusione del monossido di carbonio (DLCO), un solido indice prognostico e di gravità della malattia, stante che il principale determinante della sua riduzione è proprio il rimodellamento alveolo-capillare stesso.

Ai danni a carico della membrana alveolo-capillare sono stati associati sia i livelli circolanti di RAGE (Receptor for Advanced plasma-Glycation-Endproducts) – della superfamiglia delle immunoglobuline, che amplifica la risposta immunitaria e infiammatoria in diverse condizioni patologiche – sia diverse proteine costitutive del surfattante polmonare (SPs, surfactant proteins). Ma una valutazione comparativa tra il RAGE e le SPs disponibili come marcatori non era stata ancora effettuata.

Ora uno studio, coordinato dal Prof. Piergiuseppe Agostoni e condotto con la partecipazione dell'Università degli Studi di Milano e del Centro Cardiologico Monzino, ha analizzato la correlazione tra parametri di funzionalità polmonare, valutati in termini di DLCO, rapporto VE/VCO2, VO2 di picco, e cinque biomarcatori plasmatici (il RAGE e le principali SPs, SP-A, SP-B, SP-D) in una popolazione di 89 pazienti con insufficienza cardiaca cronica stabile e 17 soggetti sani.

"La correlazione più forte tra la DLCO e i biomarcatori plasmatici valutati, – commenta la Dr.ssa Cristina Banfi, responsabile dell'Unità di Proteomica del Monzino, – è stata osservata con le isoforme immature circolanti della proteina SP-B, suggerendo che si tratti del marcatore più preciso e affidabile della funzione alveolo-capillare nello scompenso cardiaco, anche tenuto conto del fatto che, in condizioni di normali, proprio le forme immature di SP-B sono in effetti pressoché assenti nel sangue. Il prossimo passo, verosimilmente, sarà quello di valutare il valore delle forme SP-B immature in ambito clinico".


Forma immatura della proteina SP-B derivata dal surfattante polmonare di controlli o di pazienti con scompenso cardiaco secondo la classe NYHA.

Riferimento:
    Gargiulo P, Banfi C, Ghilardi S, Magrı D, Giovannardi M, Bonomi A, Salvioni E, Battaia E, Perrone Filardi P, Tremoli E, Agostoni PG. Surfactant-Derived Proteins as Markers of Alveolar Membrane Damage in Heart Failure. PLoS ONE 2014;9(12):e115030. doi:10.1371/journal.pone.0115030.