News

Al Monzino la prima edizione del Milan Cardiac Imaging

I temi di punta dell’imaging al primo convegno cardio-radiologico congiunto Monzino - San Raffaele

13 Aprile Apr 2015 0000 11 years ago
  • Gianluca Pontone
Come e più che in altre discipline, anche in Cardiologia la tecnologia è alla ricerca di soluzioni per rendere sempre più efficace e sensibile la diagnostica per immagini e, dunque, per estendere sempre più le indicazioni per un imaging non invasivo, meno "costoso" per il paziente e per la Sanità.

Per fare il punto sulle innovazioni e sulle questioni cliniche ancora aperte, si è tenuto il 26 e 27 marzo scorsi al Centro Cardiologico Monzino il “Milan Cardiac imaging 2015 - highlights della Cardio-Radiologia”, promosso congiuntamente dal Centro e dall’Ospedale San Raffaele, con il patrocinio della Società italiana di Radiologia medica (SIRM) e della Società italiana di Cardiologia (SIC).
Questi i principali punti al centro dell’attenzione del Convegno:
  • la riduzione dell'irraggiamento del paziente fino alla dose benchmark della rX;
  • la possibilità di acquisire immagini di buona qualità anche in condizioni in passato ritenute "proibitive", come alterazioni importanti del ritmo cardiaco, obesità ecc;
  • rendere sempre più possibili le analisi quantitative per rendere più affidabili le valutazioni funzionali e non solo anatomiche, "in concorrenza" con l'attuale standard (la coro);
  • in definitiva poter selezionare con crescente accuratezza i pazienti da inviare alla coro e rendere la diagnostica sempre meno invasiva.
I progressi tecnologici stanno spostando la “competizione” dal terreno del rischio radiologico (sempre più ridotto) a quello della qualità diagnostica. Ma la ricerca di un cut-off miracoloso per la valutazione funzionale è condizionata dalla variabilità biologica sottostante. Perciò bisogna uscire dalla "gara" tra le diverse metodiche, dal loop del l'inseguimento della metodica più efficace. Invece dobbiamo sempre più puntare sul patient outcome (ma per questo occorrono studi ampi e lunghi) e sulla multimodalità.

Per riuscire nella sfida serve dinamismo da parte dei vendor, – commenta Gianluca Pontone, responsabile UO RM del Monzino, – ma anche e soprattutto una ricerca che coinvolga molti Centri con un elevato volume di prestazioni (e quindi di casi da sottoporre a studio) e che sia multimodale, nel senso che le competenze dei ricercatori siano trasversali alle diverse metodiche, e bi-disciplinare, nel senso che veda insieme i due grandi attori della cardioradiologia, cardiologi e radiologi. Inoltre è necessario che vi sia una formazione veramente multidisciplinare”.

Ecco perché è così importante e promettente un evento come il ‘Milan Cardiac Imaging’, – continua Pontone, – che è insieme pluricentrico (perché vede la doppia unione di Centri clinici italiani con caratteristiche di eccellenza e di discipline interconnesse, quali il Centro Cardiologico Monzino e il San Raffaele di Milano, e la partecipazione di relatori provenienti da tutte le realtà cliniche di Milano) e bi-disciplinare, come testimonia il patrocinio congiunto della Soc. dei radiologi e quella dei cardiologi. il “Milan Cardiac imaging” punta perciò a diventare un appuntamento annuale di rifermento nazionale e dà appuntamento a cardiologi e radiologi al 2016”.