Google glass in sala operatoria: il Monzino apripista di un innovativo progetto a scopo formativo
Filmati due interventi eseguiti di recente presso il Servizio di Chirurgia vascolare ed endovascolare
6
Aprile
Apr
2015
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11 years ago
Siamo abituati a conoscerla perché affidiamo il 90% delle nostre ricerche su Internet al suo motore di ricerca. Ma in futuro potremo trovare Google anche in sala operatoria e negli ambulatori. Il suo team Life Science si è infatti appena impegnato nello sviluppo di una "piattaforma chirurgica assistita da robot". E i suoi dispositivi indossabili per la “realtà aumentata”, meglio noti con il nome di Google Glass, sono già stati impiegati, per la prima volta in Italia, al Centro Cardiologico Monzino, per la registrazione di due interventi di esclusione endovascolare di aneurisma dell’aorta addominale, eseguiti dal dottor Piero Trabattoni, Responsabile Servizio di Chirurgia vascolare ed endovascolare del Monzino. La soggettiva degli operatori, “catturata” dai Google Glass, sarà presto disponibile su “Incat lab” (una piattaforma web con accesso riservato ai medici), montata in un filmato integrale, insieme alla ripresa in visuale esterna, per mostrare la manualità dell’operatore e dell’équipe.
Gli interventi filmati al Monzino rientravano nel progetto "Life Thru The Glass", – promosso da Medtronic con la consulenza tecnica di Vidiemme Consulting, – che mira a sostenere l'aggiornamento continuo sulle terapie mini-invasive in ambito cardiovascolare, per favorire la condivisione della best clinical practice. Un’iniziativa che ha poi coinvolto altri Centri e che non poteva non vedere il Centro Cardiologico Monzino in pole position, dal momento che l’Istituto ospita le attività di formazione del triennio clinico e delle Scuole di Specializzazione in Cardiologia, Cardiochirurgia e Tecniche di Fisiopatologia Cardiocircolatoria e Perfusione Cardiovascolare dell’Università di Milano.
Google Glass, com’è ormai noto, è un dispositivo indossabile per la “realtà aumentata”, munito di display visibile dall’operatore. Sviluppati da Google nell’ambito del suo Project Glass, utilizzano il sistema operativo Android e consentono di registrare filmati, visualizzare informazioni e interagire con Internet, come un vero e proprio smartphone hands free. E sono così leggeri che l’operatore può lavorare senza quasi accorgersi di indossarli.
“Il punto di forza dei Google Glass è indiscutibilmente la formazione, – commenta Piero Trabattoni. – A differenza di una telecamera, il dispositivo riprende il punto di vista esatto dell’operatore, senza interferenze né problemi di illuminazione o altro, e può essere attivato o messo in pausa con comando vocale. Ma io vedo anche interessanti sviluppi futuri: poter disporre di una registrazione ottica completa di quello che il ‘pilota’ vede durante l’intervento potrà essere di grande aiuto, non solo dal punto di vista medico legale (come una sorta di scatola nera dell’intervento, ma con una registrazione di migliore qualità rispetto a quelle ambientali già ottenibili dalle videocamere presenti oggi nelle sale operatorie del Monzino), ma anche perché potrà agire favorevolmente sul rapporto di fiducia tra il paziente e il suo chirurgo”.
“Inoltre, i GG del futuro, – conclude Piero Trabattoni, – potranno forse mettere davanti agli occhi dell’operatore la visione dei monitor guida e quella del campo operatorio, con un semplice comando vocale, meglio di una maschera per la realtà virtuale. Una possibilità che sarà di grande interesse, specie negli interventi endovascolari, eseguiti in sale operatorie ibride, con indiscutibili vantaggi operativi e anche ergonomici”.
Gli interventi filmati al Monzino rientravano nel progetto "Life Thru The Glass", – promosso da Medtronic con la consulenza tecnica di Vidiemme Consulting, – che mira a sostenere l'aggiornamento continuo sulle terapie mini-invasive in ambito cardiovascolare, per favorire la condivisione della best clinical practice. Un’iniziativa che ha poi coinvolto altri Centri e che non poteva non vedere il Centro Cardiologico Monzino in pole position, dal momento che l’Istituto ospita le attività di formazione del triennio clinico e delle Scuole di Specializzazione in Cardiologia, Cardiochirurgia e Tecniche di Fisiopatologia Cardiocircolatoria e Perfusione Cardiovascolare dell’Università di Milano.
Google Glass, com’è ormai noto, è un dispositivo indossabile per la “realtà aumentata”, munito di display visibile dall’operatore. Sviluppati da Google nell’ambito del suo Project Glass, utilizzano il sistema operativo Android e consentono di registrare filmati, visualizzare informazioni e interagire con Internet, come un vero e proprio smartphone hands free. E sono così leggeri che l’operatore può lavorare senza quasi accorgersi di indossarli.
“Il punto di forza dei Google Glass è indiscutibilmente la formazione, – commenta Piero Trabattoni. – A differenza di una telecamera, il dispositivo riprende il punto di vista esatto dell’operatore, senza interferenze né problemi di illuminazione o altro, e può essere attivato o messo in pausa con comando vocale. Ma io vedo anche interessanti sviluppi futuri: poter disporre di una registrazione ottica completa di quello che il ‘pilota’ vede durante l’intervento potrà essere di grande aiuto, non solo dal punto di vista medico legale (come una sorta di scatola nera dell’intervento, ma con una registrazione di migliore qualità rispetto a quelle ambientali già ottenibili dalle videocamere presenti oggi nelle sale operatorie del Monzino), ma anche perché potrà agire favorevolmente sul rapporto di fiducia tra il paziente e il suo chirurgo”.
“Inoltre, i GG del futuro, – conclude Piero Trabattoni, – potranno forse mettere davanti agli occhi dell’operatore la visione dei monitor guida e quella del campo operatorio, con un semplice comando vocale, meglio di una maschera per la realtà virtuale. Una possibilità che sarà di grande interesse, specie negli interventi endovascolari, eseguiti in sale operatorie ibride, con indiscutibili vantaggi operativi e anche ergonomici”.