Ablazione transcatetere e chiusura dell’auricola sinistra: procedura innovativa al Monzino
L’intervento combinato eseguito dall’équipe di Claudio Tondo in diretta TV con il 20° Boston AF Symposium
14
Gennaio
Gen
2015
0000
11 years ago
In occasione del 20° Boston Atrial Fibrillation Symposium, il più importante congresso mondiale sulla fibrillazione atriale che si è tenuto a Orlando (USA) dall’8 al 10 gennaio scorso, l’équipe dell’Unità Operativa di Aritmologia del Monzino, guidata da Claudio Tondo, ha eseguito in diretta in teleconferenza un intervento combinato di ablazione transcatetere e di chiusura dell'auricola sinistra (che nella gran maggioranza dei pazienti con FA non valvolare è notoriamente fonte di trombi).
L’intervento – eseguito al Monzino su larga scala, con risultati molto incoraggianti sia in termini di sicurezza sia di efficacia – mira tra l’altro a risolvere il non raro problema posto dalla gestione degli eventi avversi della terapia anticoagulante cronica o dalla sua mancata efficacia. Il razionale dell’intervento si fonda sulle evidenze di riduzione degli eventi tromboembolici sia con l’ablazione sia con la chiusura dell’auricola nei pazienti ad alto rischio.
“La procedura combinata rappresenta un ulteriore passo avanti nella prevenzione dell’ictus in chi soffre di fibrillazione atriale cronica, – commenta Claudio Tondo, – e viene proposta in particolare ai pazienti in cui la terapia anticoagulante non risulti efficace, o generi complicanze emorragiche. Con l’intervento in diretta eseguito venerdì 9 gennaio abbiamo mostrato ai colleghi di tutto il mondo la procedura di cui al Monzino siamo precursori. È fondamentale che chi gestisce clinicamente un paziente a rischio di ictus, così come chi soffre di fibrillazione atriale (a cui sono correlati fino al 20% dei casi di ictus) sappia che esiste un’alternativa ai farmaci per i pazienti più critici, esposti al pericolo di emorragia e trombosi”
L’intervento – eseguito al Monzino su larga scala, con risultati molto incoraggianti sia in termini di sicurezza sia di efficacia – mira tra l’altro a risolvere il non raro problema posto dalla gestione degli eventi avversi della terapia anticoagulante cronica o dalla sua mancata efficacia. Il razionale dell’intervento si fonda sulle evidenze di riduzione degli eventi tromboembolici sia con l’ablazione sia con la chiusura dell’auricola nei pazienti ad alto rischio.
“La procedura combinata rappresenta un ulteriore passo avanti nella prevenzione dell’ictus in chi soffre di fibrillazione atriale cronica, – commenta Claudio Tondo, – e viene proposta in particolare ai pazienti in cui la terapia anticoagulante non risulti efficace, o generi complicanze emorragiche. Con l’intervento in diretta eseguito venerdì 9 gennaio abbiamo mostrato ai colleghi di tutto il mondo la procedura di cui al Monzino siamo precursori. È fondamentale che chi gestisce clinicamente un paziente a rischio di ictus, così come chi soffre di fibrillazione atriale (a cui sono correlati fino al 20% dei casi di ictus) sappia che esiste un’alternativa ai farmaci per i pazienti più critici, esposti al pericolo di emorragia e trombosi”