Stenosi aortica: ci sono alternative all’intervento chirurgico tradizionale?
Risponde il Prof. Francesco Alamanni sul settimanale “Confidenze”
La stenosi aortica è una malattia delle valvole cardiache molto diffusa. Solo in Italia interessa oltre 300.000 persone, un quinto delle quali sono colpite in forma grave.
Sulle pagine del settimanale "Confidenze", Francesco Alamanni, direttore della Chirurgia Cardiovascolare del Centro Cardiologico Monzino, spiega ai lettori le possibilità di intervento per le forme di stenosi più gravi.
«La stenosi aortica è una malattia molto comune, soprattutto nelle persone oltre i 75 anni. Si tratta dell'ostruzione della valvola cardiaca che mette in comunicazione il cuore con l'aorta, la grande arteria che porta il sangue e, quindi, l'ossigeno a tutto il corpo.
Questa valvola, con l'avanzare dell'età tende a infiammarsi, favorendo la formazione di depositi di calcio che ne restringono il diametro. Ostacolato da questa ostruzione, il cuore si affatica, causando fiato corto e dolore al petto. Fino ad arrivare, se la malattia viene trascurata, allo scompenso cardiaco.
Quando c'è una stenosi grave, l'unica cura consiste nella sostituzione della valvola. L'intervento classico pratica un'apertura nella cavità toracica che permette al chirurgo di avere un buon accesso al cuore e all'aorta e, quindi, di procedere con la sostituzione della valvola. Questo intervento, però, può essere troppo pesante per chi ha anche altri problemi di salute. In questi casi è possibile ricorrere a nuove valvole, che possono essere impiantate con una piccola incisione attraverso la parte superiore dello sterno o nella parte destra del torace.»