Quando l'ipertensione non risponde ai farmaci
Nuovi dispositivi per rendere sempre più efficace la denervazione renale
Il Centro Cardiologico Monzino è il primo in Italia ad avviare lo studio EnligHTN II, per trattare i pazienti con ipertensione resistente alla terapia farmacologica attraverso la “denervazione renale”, una procedura di cardiologia/radiologia interventistica molto avanzata e poco invasiva che utilizza un catetere di ultima generazione.
Eseguita nei centri più all’avanguardia da alcuni anni, la denervazione renale eroga un’alta dose di energia a radiofrequenza che “disattiva” i nervi nella parete delle arterie renali, coinvolti nel controllo della pressione arteriosa. «La denervazione renale si sta rivelando un metodo sempre più efficace per trattare i pazienti con ipertensione resistente ai farmaci. Il nuovo catetere multielettrodo utilizzato nello studio offre alla procedura vantaggi in termini di precisione ed efficienza, uniti a una riduzione dei tempi del trattamento», dichiara la Dr.ssa Daniela Trabattoni, responsabile dello studio condotto al Monzino.
Nel mondo sono circa un miliardo le persone che soffrono di ipertensione arteriosa, una condizione che, se è cronica e non viene trattata, costituisce il più importante fattore di rischio per infarto, ictus e scompenso cardiaco. Quando introdurre cambiamenti nello stile di vita - come perdere peso, eliminare il fumo di sigaretta e praticare attività fisica regolare - non è sufficiente per abbassare i valori della pressione sanguigna, si interviene con la terapia farmacologica, che però non sempre è efficace: circa il 13 per cento dei pazienti ipertesi non risponde alla terapia medica convenzionale. La denervazione renale rappresenta per loro una possibilità concreta per non dover convivere con uno dei più gravi fattori di rischio cardiovascolare.
In Europa sono state effettuate, ad oggi, circa 6.000 procedure; le evidenze cliniche raccolte fino ad ora mostrano un progressivo calo della pressione sanguigna nel 70-75 per cento dei casi, e i nuovi cateteri multielettrodo lasciano intravedere un’efficacia crescente.