Ipercolesterolemia familiare: un anticorpo tiene a bada il colesterolo cattivo
La Stampa intervista il Prof. Cesare Fiorentini
In arrivo nuovi farmaci per combattere il colesterolo più resistente: è questa una delle principali novità presentate al congresso della Società europea di cardiologia (ESC), che si concluso ieri a Barcellona. Giunto alla sua 36ma edizione, riunisce oltre 30mila cardiologi di tutto il mondo caratterizzandosi come uno degli appuntamenti di cardiologia più importanti dell’anno.
Cesare Fiorentini, Direttore del Programma di Cardiologia del Monzino, commenta la notizia in un’intervista su La Stampa: «quando alimentazione ed esercizio fisico non bastano più a far rientrare i livelli di colesterolo nella norma, si deve intervenire con le statine. Queste molecole tuttavia falliscono nel caso dell’ipercolesterolemia familiare. Ecco perché lo studio di farmaci capaci di agire in modo differente sul colesterolo rappresenta una priorità».
L’ipercolesterolemia familiare colpisce nella forma meno grave una persona su 500. Ma secondo ricerche più recenti la patologia è più frequente e colpirebbe una persona su 200. Chi ne soffre corre un rischio di andare incontro ad un evento cardiovascolare 15 volte superiore rispetto ai coetanei, e può iniziare ad avere problemi già prima dei 50 anni.