C’è un modo serio per smettere di fumare?
Rispondono il Dott. Pablo Werba e la Dott.ssa Francesca Lupo su Dimensione Benessere
Il fumo è uno dei principali nemici della salute cardiovascolare (e non solo), eppure dire addio alla sigaretta può essere difficile.
Sulle pagine del mensile Dimensione Benessere, Pablo Werba, responsabile dell'Unità Prevenzione Aterosclerosi, e Francesca Lupo, responsabile del servizio di Psicologia Clinica del Centro Cardiologico Monzino, danno ai lettori alcuni suggerimenti per liberarsi da questa dipendenza.
Smettere non è facile perché fumare non è semplicemente una “cattiva abitudine” bensì una vera e propria tossicodipendenza. Dietro la sigaretta, infatti, si cela una dipendenza sia chimica, dalla nicotina, che psicologica, dall'atto del fumare, soprattutto in certe situazioni scatenanti. Il primo passo per lasciarsi alle spalle le sigarette si compie quando è riconosciuto il fumo come grave rischio per la propria salute. Tuttavia avere la consapevolezza e la volontà di smettere spesso non bastano.
Una scelta che potrebbe rivelarsi utile per chi vuole smettere è rivolgersi ad un centro anti-fumo, dove è possibile trovare il sostegno di medici, psicologi ed ex-fumatori (in questi centri si svolgono anche incontri di gruppo). Questo ulteriore supporto aumenta notevolmente la probabilità di successo ad abbandonare la sigaretta, aiutando a riscoprire le proprie motivazioni e risorse per liberarsi da questa dipendenza e apprendere nuove modalità comportamentali.
Inoltre, l’utilizzo di alcuni farmaci può contribuire a ridurre i sintomi dell’astinenza dal fumo che si manifestano frequentemente.
In ogni caso è inutile cercare soluzioni “magiche”, che non comportino un suo attivo coinvolgimento nel processo di cessazione.