La fine di un dogma: i nuovi pacemaker e defibrillatori RM compatibili
Intervista a Gianluca Pontone, responsabile della Risonanza Magnetica del Monzino
Nel corso di una recente intervista, Gianluca Pontone, responsabile dell’Unità Operativa di Risonanza Magnetica del Monzino, ha esposto le opportunità rappresentate dei nuovi dispositivi impiantabili RM-compatibili.
In Italia, si posizionano ogni anno circa ventimila defibrillatori cardiaci impiantabili, un terzo dei quali per la terapia di resincronizzazione nello scompenso cardiaco. E la probabilità che i pazienti si debbano sottoporre a un test di imaging con risonanza magnetica (RM) durante la vita del dispositivo impiantato è del 50-75%, specie per le indicazioni oncologiche e per numerose patologie cardiache.
“Un’intera generazione di pazienti e di medici si è dovuta confrontare con la controindicazione assoluta di questo tipo di impianti ai test di risonanza, – ha ricordato Pontone. – Oggi sono finalmente disponibili nuovi dispositivi risonanza-compatibili, che rappresentano la soluzione a questo problema. È importante, a questo punto, che i medici del territorio e i pazienti sappiano che l’incompatibilità device-RMN, entro certi limiti, non esiste più. Entro certi limiti, perché i nuovi dispositivi impiantabili non sono tutti uguali ed è necessario conoscere i punti di forza e i limiti di ciascun modello”.
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