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La fine di un dogma: i nuovi pacemaker e defibrillatori RM compatibili

Intervista a Gianluca Pontone, responsabile della Risonanza Magnetica del Monzino

16 Luglio Lug 2014 0000 11 years ago
  • Gianluca Pontone

Nel corso di una recente intervista, Gianluca Pontone, responsabile dell’Unità Operativa di Risonanza Magnetica del Monzino, ha esposto le opportunità rappresentate dei nuovi dispositivi impiantabili RM-compatibili.

 

In Italia, si posizionano ogni anno circa ventimila defibrillatori cardiaci impiantabili, un terzo dei quali per la terapia di resincronizzazione nello scompenso cardiaco. E la probabilità che i pazienti si debbano sottoporre a un test di imaging con risonanza magnetica (RM) durante la vita del dispositivo impiantato è del 50-75%, specie per le indicazioni oncologiche e per numerose patologie cardiache.

 

Un’intera generazione di pazienti e di medici si è dovuta confrontare con la controindicazione assoluta di questo tipo di impianti ai test di risonanza, – ha ricordato Pontone. – Oggi sono finalmente disponibili nuovi dispositivi risonanza-compatibili, che rappresentano la soluzione a questo problema. È importante, a questo punto, che i medici del territorio e i pazienti sappiano che l’incompatibilità device-RMN, entro certi limiti, non esiste più. Entro certi limiti, perché i nuovi dispositivi impiantabili non sono tutti uguali ed è necessario conoscere i punti di forza e i limiti di ciascun modello”.

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