Rigurgito mitralico: la via maestra è l’approccio interdisciplinare
Un consensus statement delle principali Società scientifiche italiane su una nuova metodica percutanea
9
Luglio
Lug
2014
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11 years ago
L’intervento chirurgico di plastica della valvola mitrale è una realtà consolidata che, nei centri leader, può essere condotto con un rischio molto basso e risultati duraturi nel tempo. Purtroppo la plastica della mitrale non è fattibile su tutti i pazienti. Infatti, l’età avanzata, i fattori di rischio del paziente e la presenza di una insufficienza mitralica funzionale sono tutti fattori che appesantiscono non poco la prognosi peri e post-operatoria. In questi casi il rischio di un intervento chirurgico è molto più alto e spesso i pazienti non sono inviati alla valutazione del cardiologo o del chirurgo.
Gli interventi trans-catetere, di cui la MitraClip è il più utilizzato e avanzato in termini di casistica, offrono un'alternativa molto meno traumatica. Non si raggiunge l’efficienza riparativa della plastica chirurgica della mitrale, ma si riduce significativamente l’entità dell’insufficienza mitralica, con rischi del tutto soddisfacenti, anche in pazienti ad alto rischio e/o inoperabili.
Con l'obiettivo di aiutare i medici nel difficile compito di prendere decisioni per il trattamento dei pazienti con rigurgito mitralico, lo sforzo congiunto delle principali Società italiane di Cardiologia e Cardiochirurgia ha di recente prodotto un consensus statement per trovare un giusto equilibrio tra i punti di vista dei cardiologi clinici, degli interventisti e dei chirurghi. In assenza di linee guida evidence-based, l'approccio multidisciplinare è, infatti, il metodo più affidabile per prendere decisioni appropriate.
“Il recente ‘Consensus’ sul trattamento trans-catetere dell’insufficienza mitralica cronica con la MitraClip evidenzia la necessità di nuovi paradigmi di diagnosi e trattamento della malattia mitralica, – commenta Francesco Alamanni, direttore del Programma di Chirurgia Cardiovascolare e responsabile di Cardiochirurgia 1 del Monzino. – Come per tutte le metodiche innovative è strettamente necessario un consenso e un’attiva collaborazione tra cardiologi, interventisti, chirurghi e rianimatori per guidare l’algoritmo decisionale di questi pazienti affetti da insufficienza mitralica che risultano più fragili ed ad alto rischio. Ciò è possibile solo in Centri cardiologici estremamente specializzati in cui sia possibile, nello stesso ambito ospedaliero, la contemporanea presenza di competenze cardiologiche, rianimatorie, chirurgiche e interventistiche che possano indirizzare ogni paziente verso la strategia ottimale che deve essere mirata sulle necessità del paziente e non sulle competenze dei singoli operatori”.
La Mitraclip è ritenuta una buona alternativa all’intervento chirurgico tradizionale in pazienti selezionati, sintomatici, nei quali farmaci e rivascolarizzazione coronarica non abbiano avuto efficacia, ad alto rischio operatorio perché anziani o con altre patologie. Questa tecnologia è stata inserita, per la prima volta, nelle linee guida sullo scompenso cardiaco della Società Europea di Cardiologia (2013) quale trattamento possibile per i pazienti non operabili. “Il documento di consenso riporta la classificazione della valvulopatia mitralica, le opzioni terapeutiche disponibili, il processo di screening e selezione dei pazienti candidabili a Mitraclip, – aggiunge Daniela Trabattoni, dell’Unità di Cardiologia Invasiva, Centro Cardiologico Monzino. – Tale valutazione richiede un approccio multidisciplinare (Heart Team) tra cardiologi interventisti, cardiochirurghi, ecografisti, anestesisti e cardiologi che si occupino di scompenso cardiaco, necessario a:
Fonte
Maisano F, Alamanni F, Alfieri O, Bartorelli A, Bedogni F, Bovenzi FM, Bruschi G, Colombo A, Cremonesi A, Denti P, Ettori F, Klugmann S, La Canna G, Martinelli L, Menicanti L, Metra M, Oliva F, Padeletti L, Parolari A, Santini F, Senni M, Tamburino C, Ussia GP, Romeo F. Transcatheter treatment of chronic mitral regurgitation with the MitraClip system: an Italian consensus statement. J Cardiovasc Med (Hagerstown) 2014 15(3):173-188.
Gli interventi trans-catetere, di cui la MitraClip è il più utilizzato e avanzato in termini di casistica, offrono un'alternativa molto meno traumatica. Non si raggiunge l’efficienza riparativa della plastica chirurgica della mitrale, ma si riduce significativamente l’entità dell’insufficienza mitralica, con rischi del tutto soddisfacenti, anche in pazienti ad alto rischio e/o inoperabili.
Con l'obiettivo di aiutare i medici nel difficile compito di prendere decisioni per il trattamento dei pazienti con rigurgito mitralico, lo sforzo congiunto delle principali Società italiane di Cardiologia e Cardiochirurgia ha di recente prodotto un consensus statement per trovare un giusto equilibrio tra i punti di vista dei cardiologi clinici, degli interventisti e dei chirurghi. In assenza di linee guida evidence-based, l'approccio multidisciplinare è, infatti, il metodo più affidabile per prendere decisioni appropriate.
“Il recente ‘Consensus’ sul trattamento trans-catetere dell’insufficienza mitralica cronica con la MitraClip evidenzia la necessità di nuovi paradigmi di diagnosi e trattamento della malattia mitralica, – commenta Francesco Alamanni, direttore del Programma di Chirurgia Cardiovascolare e responsabile di Cardiochirurgia 1 del Monzino. – Come per tutte le metodiche innovative è strettamente necessario un consenso e un’attiva collaborazione tra cardiologi, interventisti, chirurghi e rianimatori per guidare l’algoritmo decisionale di questi pazienti affetti da insufficienza mitralica che risultano più fragili ed ad alto rischio. Ciò è possibile solo in Centri cardiologici estremamente specializzati in cui sia possibile, nello stesso ambito ospedaliero, la contemporanea presenza di competenze cardiologiche, rianimatorie, chirurgiche e interventistiche che possano indirizzare ogni paziente verso la strategia ottimale che deve essere mirata sulle necessità del paziente e non sulle competenze dei singoli operatori”.
La Mitraclip è ritenuta una buona alternativa all’intervento chirurgico tradizionale in pazienti selezionati, sintomatici, nei quali farmaci e rivascolarizzazione coronarica non abbiano avuto efficacia, ad alto rischio operatorio perché anziani o con altre patologie. Questa tecnologia è stata inserita, per la prima volta, nelle linee guida sullo scompenso cardiaco della Società Europea di Cardiologia (2013) quale trattamento possibile per i pazienti non operabili. “Il documento di consenso riporta la classificazione della valvulopatia mitralica, le opzioni terapeutiche disponibili, il processo di screening e selezione dei pazienti candidabili a Mitraclip, – aggiunge Daniela Trabattoni, dell’Unità di Cardiologia Invasiva, Centro Cardiologico Monzino. – Tale valutazione richiede un approccio multidisciplinare (Heart Team) tra cardiologi interventisti, cardiochirurghi, ecografisti, anestesisti e cardiologi che si occupino di scompenso cardiaco, necessario a:
- definire l’indicazione al trattamento dell’insufficienza valvolare mitralica;
- valutare il rischio chirurgico
- valutare la fattibilità tecnica della procedura.
Fonte
Maisano F, Alamanni F, Alfieri O, Bartorelli A, Bedogni F, Bovenzi FM, Bruschi G, Colombo A, Cremonesi A, Denti P, Ettori F, Klugmann S, La Canna G, Martinelli L, Menicanti L, Metra M, Oliva F, Padeletti L, Parolari A, Santini F, Senni M, Tamburino C, Ussia GP, Romeo F. Transcatheter treatment of chronic mitral regurgitation with the MitraClip system: an Italian consensus statement. J Cardiovasc Med (Hagerstown) 2014 15(3):173-188.