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Parte al Monzino la valutazione non invasiva della FFR mediante TC

È il primo Centro in Italia a impiegare la metodica, dopo l’esito positivo dello Studio Platform

18 Giugno Giu 2014 0000 4 years ago
  • Pontone Preferita Doctor

    Gianluca Pontone

    RESPONSABILE Unità Operativa RM cardiovascolare

    STAFF MEMBER Ecocardiografia, Unità Operativa Radiologia, Unità Operativa Scompenso, Cardiologia Clinica e Cardiologia Riabilitativa, Unità Operativa TAC cardiovascolare

In seguito all’esperienza maturata con lo studio multicentrico internazionale Platform – giunto alla sua fase conclusiva, – il Monzino ha avviato l’impiego nell’attività clinica del software che permette di misurare la fractional flow reserve (FFR) in modo del tutto non invasivo, utilizzando i dati di una TC coronarica ad alta definizione, invece di una coronarogafia.

Lo studio, coordinato da Gianluca Pontone, responsabile dell’Unità Operativa di Risonanza magnetica del Monzino, ha rappresentato un passaggio importante nello sviluppo della diagnostica cardiovascolare e della tecnologia FFR-CT, per la valutazione del significato funzionale delle stenosi.

Grazie allo studio Platform, è ora in corso di validazione l’uso clinico della FFR misurata con TAC cardiaca da un punto di vista costo-efficacia rispetto ai test standard. E, grazie all’esperienza maturata nel corso dello studio al quale il Monzino ha contribuito con il 50% dei pazienti arruolati, la possibilità di eseguire una TC coronarica con l’analisi FFR diventa oggi una realtà clinica per i pazienti del Monzino, primo Centro in Italia e tra i primi in Europa a eseguire tale valutazione nella pratica clinica.

La FFR-CT potrebbe davvero cambiare il paradigma diagnostico nella diagnosi della cardiopatia ischemica ed è davvero fonte di soddisfazione poter introdurre per primi tale tecnologia. Ancora una volta il Monzino conferma la sua attenzione all’innovazione e alla ricerca di tecnologie d’avanguardia che garantiscano una sempre maggiore efficacia nella diagnosi delle malattie cardiovascolari con il minor impatto possibile sul paziente”.

Gianluca Pontone