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Un possibile ruolo anti-aterosclerotico legato al metabolismo della vitamina D

La prima dimostrazione di un ruolo protettivo nei pazienti ad alto rischio CV con diabete mellito

11 Giugno Giu 2014 0000 11 years ago
  • Elena Tremoli
Gli studi sul ruolo della vitamina D nello sviluppo dell’aterosclerosi hanno dato fino a oggi risultati contraddittori. Un recente lavoro ha analizzato i dati in una popolazione di pazienti con almeno tre fattori di rischio cardiovascolare e nessuna storia o sintomi di malattia coronarica, arruolati in un trial longitudinale di coorte – Carotid intima-media thickness and IMT-progression as predictors of vascular events in a high-risk european population (IMPROVE) – volto a studiare le varianti geniche di loci associati alla 25 idrossivitamina D, 25(OH)D, i suoi livelli sierici, e lo spessore intima-media carotideo (cIMT), considerato come marker surrogato di aterosclerosi subclinica e malattie cardiovacolari. Allo studio ha partecipato il Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari dell’Università di Milano e il Centro Cardiologico Monzino.

Lo studio è stato il primo a utilizzare una combinazione di marcatori genetici, livelli sierici di 25(OH)D e misure ripetute dei cIMT per valutare il ruolo della vitamina D nell’aterosclerosi anche in associazione al diabete.

In 3.418 dei pazienti studiati, 929 dei quali con diabete di tipo 2, sono stati individuati 6 polimorfismi genici associati con i livelli sierici della 25(OH)D. Uno dei polimorfismi identificati, presente nel locus DHCR7 (il gene che codifica per la 7-deidrocolesterolo riduttasi), accelera la progressione dell’arteriosclerosi carotidea subclinica in soggetti con diabete di tipo 2, indipendentemente dai fattori di rischio cardiovascolare. Studi specifici hanno dimostrato come l’espressione in vitro di questo SNP sia associata a un incremento dei livelli di RNA messaggero per DHCR7. Questa evidenza suggerisce che una via metabolica implicata nella sintesi della vitamina D può avere una relazione causale con la progressione dell’aterosclerosi in pazienti con diabete di tipo 2.

Sebbene siano necessarie ulteriori indagini e i dati non possano essere estrapolati alla popolazione generale a causa dell’alto rischio CV dei pazienti analizzati, – ha sottolineato la Prof.ssa Elena Tremoli, Direttore scientifico del Monzino, – lo studio ha fornito la prima dimostrazione di un ruolo protettivo anti-ateroscleotico legato al metabolismo della vitamina D”.

Fonte:
Strawbridge RJ, Deleskog A, McLeod O, Folkersen L, Kavousi M, Gertow K, Baldassarre D, Veglia F, Leander K, Gigante B, Kauhanen J, Rauramaa R, Smit AJ, Mannarino E, Giral P, Dehghan A, Hofman A, Franco OH, Humphries SE, Tremoli E, de Faire U, Gustafsson S, Ostensson CG, Eriksson P, Ohrvik J, Hamsten A. A serum 25-hydroxyvitamin D concentration-associated genetic variant in DHCR7 interacts with type 2 diabetes status to influence subclinical atherosclerosis (measured by carotid intima-media thickness). Diabetologia. 2014 Mar 25. [Epub ahead of print]