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Aneurisma dell’aorta addominale: prevenzione e qualità delle strutture per ridurre la mortalità

Ospedale d’insegnamento, maggiori volumi di pazienti, e uno screening accurato, tris vincente del Monzino

4 Giugno Giu 2014 0000 11 years ago
  • Rita Spirito
Un recente ampio studio, condotto rispettivamente su 11.799 pazienti in Inghilterra e 23.838 pazienti negli USA, sul trattamento in regime di urgenza dell’aneurisma aortico addominale rotto (rAAA) mostra risultati disarmanti: in Inghilterra, due pazienti su tre non sopravvivono al ricovero, e nei casi in cui si decide di intervenire chirurgicamente la mortalità è vicina al 50% in entrambi i paesi.

Consapevoli che le prospettive di successo del trattamento in acuto del rAAA sono quantomeno modeste, da anni al Centro Cardiologico Monzino è in atto un programma di diagnosi precoce volto a intercettare l’aneurisma dell’aorta addominale nei suoi stadi iniziali, prevenendo per quanto possibile le catastrofiche conseguenze della rottura.

Un’ecografia addominale mirata alla valutazione dei grossi vasi addominali è offerta ai pazienti che afferiscono al Monzino, sulla base della valutazione dei fattori di rischio (sesso, età, ectasia di altri vasi arteriosi, arteriopatia) e uno stretto monitoraggio intrapreso in caso di riscontro di ectasia aortica. In presenza di diametro trasverso massimo aortico vicino ai 5 cm, si approfondisce la valutazione ecografica mediante esecuzione di TC addominale con e senza m.d.c., corredata dalla valutazione cardiologica.

“L’accuratezza nello screening cardiologico pre-operatorio mediante esecuzione di test provocativi o valutazione coronarografica, – sottolinea Rita Spirito, Responsabile dell’Unità di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare del Monzino – ha permesso negli anni di ridurre al minimo le complicanze cardiache dell’intervento chirurgico tradizionale di aneurismectomia dell’aorta addominale, che al Centro Cardiologico Monzino presenta una mortalità inferiore all’1% (7 decessi su 756 pazienti nel decennio 2002-2012 pari allo 0.92%)”.

“Contestualmente, dal 2003 abbiamo attivato un programma di trattamento endovascolare della patologia aneurismatica aortica (sia toracica, sia addominale), – continua Rita Spirito. – Il trattamento endovascolare consente (secondo quanto riportato dallo studio) di ridurre significativamente la mortalità rispetto all’intervento a cielo aperto. L’esperienza accumulata al Monzino in oltre dieci anni di terapia endovascolare ci permette di offrire ai pazienti che giungono in regime di emergenza presso la nostra struttura anche questo trattamento”.

Fonte: Karthikesalingam A et al. Mortality from ruptured abdominal aortic aneurysms: clinical lessons from a comparison of outcomes in England and the USA. The Lancet 2014;383(9921): 963- 969. Vai all'abstract