Perché non si dovrebbe fare a meno del test da sforzo cardiopolmonare
Un corso con diciott’anni di esperienza, stage residenziali e, presto, un modulo fruibile a distanza
14
Maggio
Mag
2014
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11 years ago
Il test da sforzo cardiopolmonare (CPET) è una procedura sempre più spesso utilizzata per indagare una molteplicità di disturbi nella pratica clinica quotidiana cardiologica, pneumologica e non solo, nonché per la stratificazione del rischio di mortalità e morbilità cardiovascolare in pazienti da avviare a chirurgia non cardiaca. Il test da sforzo cardiopolmonare fornisce, infatti, una valutazione globale delle capacità funzionali del paziente, integrando la misurazione fisiologica durante esercizio incrementale.
I vantaggi derivanti dall’uso del CPET sono ormai ampiamente dimostrati e l’impiego di questa metodica diagnostica è sempre più diffuso e richiesto. Ma l’analisi e l’interpretazione dei pattern mostrati dai numerosi parametri rilevati al CPET richiede una valutazione integrata dal punto di vista respiratorio, cardiologico e metabolico non priva di difficoltà.
Al Monzino, per la direzione di Piergiuseppe Agostoni, coordinatore dell’Area di Cardiologia Clinica, si è tenuto il 5 e 6 maggio il XVIII corso teorico e pratico sul test da sforzo cardiopolmonare. Il corso ha consentito a diecine di specialisti di diverse Discipline, provenienti da numerose città grandi e piccole della penisola, di acquisire il bagaglio di competenze teoriche e pratiche necessarie e sufficienti a implementare l’uso del CPET nella loro pratica clinica quotidiana. Con risultati eccellenti, a giudicare dall’esito dei test ECM.
L’esperienza didattica ormai pluridecennale del Monzino sul CPET ha portato, in anni recenti, alla realizzazione di stage residenziali per consolidare il know-how pratico sul test, e prossimamente, anche a un modulo di aggiornamento fruibile a distanza, direttamente dal proprio PC.
Un’opportunità unica, per aggiungere alle proprie competenze operative anche l’uso della sola metodica veramente olistica in diagnostica medica.
Per saperne di più
Segreteria Scientifica: PierGiuseppe Agostoni, Centro Cardiologico Monzino IRCCS; mail: michela.palmieri@cardiologicomonzino.it
I vantaggi derivanti dall’uso del CPET sono ormai ampiamente dimostrati e l’impiego di questa metodica diagnostica è sempre più diffuso e richiesto. Ma l’analisi e l’interpretazione dei pattern mostrati dai numerosi parametri rilevati al CPET richiede una valutazione integrata dal punto di vista respiratorio, cardiologico e metabolico non priva di difficoltà.
Al Monzino, per la direzione di Piergiuseppe Agostoni, coordinatore dell’Area di Cardiologia Clinica, si è tenuto il 5 e 6 maggio il XVIII corso teorico e pratico sul test da sforzo cardiopolmonare. Il corso ha consentito a diecine di specialisti di diverse Discipline, provenienti da numerose città grandi e piccole della penisola, di acquisire il bagaglio di competenze teoriche e pratiche necessarie e sufficienti a implementare l’uso del CPET nella loro pratica clinica quotidiana. Con risultati eccellenti, a giudicare dall’esito dei test ECM.
L’esperienza didattica ormai pluridecennale del Monzino sul CPET ha portato, in anni recenti, alla realizzazione di stage residenziali per consolidare il know-how pratico sul test, e prossimamente, anche a un modulo di aggiornamento fruibile a distanza, direttamente dal proprio PC.
Un’opportunità unica, per aggiungere alle proprie competenze operative anche l’uso della sola metodica veramente olistica in diagnostica medica.
Per saperne di più
Segreteria Scientifica: PierGiuseppe Agostoni, Centro Cardiologico Monzino IRCCS; mail: michela.palmieri@cardiologicomonzino.it