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Zuccheri e malattie cardiovascolari

Jama Internal Medicine

19 Febbraio Feb 2014 0000 12 years ago
  • Monica Giroli

Un’alimentazione troppo ricca di zuccheri aggiunti può aumentare il rischio di malattie cardiovascolari: lo afferma un ampio studio pubblicato sulla rivista scientifica Jama Internal Medicine, condotto dal Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie di Atlanta (USA) su oltre 11mila persone nell’arco di 15 anni.

In particolare, la ricerca evidenzia che chi segue una dieta in cui un quarto delle calorie assunte giornalmente proviene dagli zuccheri aggiunti, corre un rischio triplicato di andare incontro a un evento cardiovascolare rispetto a chi ne limita il consumo.

 

«E’ importante distinguere, tra gli zuccheri semplici, quelli naturalmente presenti in frutta, verdura e latte, e quelli che vengono aggiunti ai cibi durante il loro trattamento o preparazione. – sottolinea Monica Giroli, biologa nutrizionista dell'Unità di Prevenzione del Centro Cardiologico Monzino - Come emerge dallo studio americano, l’aumento del rischio cardiovascolare si pone per un consumo frequente ed eccessivo di alimenti ricchi di zuccheri semplici aggiunti,  vale a dire, ad esempio, bevande zuccherate (gassate o no), succhi di frutta, prodotti da forno dolci, ma anche salse, sciroppi e caramelle. Non rappresenta problemi invece il consumo di frutta fresca e latte, salvo l’esistenza di quadri patologici particolari».

 

«Un’indicazione utile per orientare le nostre scelte alimentari – conclude la Dott.ssa Giroli - ci viene data dai nuovi Larn (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana) che fissano un tetto al consumo complessivo di zuccheri semplici entro il 15% del fabbisogno calorico giornaliero. Se poniamo quindi 2000 Kcal come fabbisogno medio quotidiano di un adulto, significa che non si dovrebbero superare le 300 Kcal (80 grammi) di zuccheri semplici al giorno».