Un nuovo marker di progressione/regressione della malattia aterosclerotica
Dai ricercatori del Monzino un importante strumento per la personalizzazione delle cure
11
Settembre
Set
2013
0000
12 years ago
È possibile identificare un marker di progressione/regressione della patologia aterosclerotica utile a stimare il rischio cardiovascolare e a monitorare la risposta a trattamenti anti-aterosclerotici? La risposta viene oggi, grazie a uno studio longitudinale di coorte multicentrico (il Carotid Intima Media Thickness [IMT] and IMT-Progression as Predictors of Vascular Events in a High Risk European Population Study), condotto in 7 Centri in 5 paesi europei (Finlandia, Francia, Italia, Paesi Bassi, e Svezia), su 3.482 soggetti (di età media 64,1 anni, per il 47,8% uomini) con ≥ 3 fattori di rischio vascolare, monitorati per un follow-up mediano di 21,5 mesi post progression. (Baldassarre D, 2013)
Sono stati rilevati in tutto l'albero carotideo: la progressione al 15° mese della IMT carotidea media e massima a livello delle carotidi comuni di destra e di sinistra, delle biforcazioni, delle carotidi interne, così come Fastest-IMTmax-progr. Tutte le misure di IMT carotidea hanno evidenziato una progressione significativa nel corso dei primi 15 mesi (P
“Lo studio è particolarmente importante, poiché descrive un approccio innovativo per misurare le variazioni nel tempo dell’aterosclerosi subclinica, – ha commentato il Dr. Damiano Baldassarre – La nuova variabile identificata, denominata Fastest-IMTmax-progr, riflette un aumento localizzato della IMT carotideo, e si associa agli eventi clinici futuri in modo altamente significativo e indipendente dal profilo aterosclerotico basale, dai fattori di rischio e dai trattamenti farmacologici. Inoltre, ciò che è ancora più importante, la nuova variabile è anche in grado di discriminare, fra i pazienti in trattamento con statine, quelli che non rispondono in modo adeguato, e che necessitano dunque di trattamenti farmacologici più aggressivi”.
Riferimenti bibliografici
Sono stati rilevati in tutto l'albero carotideo: la progressione al 15° mese della IMT carotidea media e massima a livello delle carotidi comuni di destra e di sinistra, delle biforcazioni, delle carotidi interne, così come Fastest-IMTmax-progr. Tutte le misure di IMT carotidea hanno evidenziato una progressione significativa nel corso dei primi 15 mesi (P
“Lo studio è particolarmente importante, poiché descrive un approccio innovativo per misurare le variazioni nel tempo dell’aterosclerosi subclinica, – ha commentato il Dr. Damiano Baldassarre – La nuova variabile identificata, denominata Fastest-IMTmax-progr, riflette un aumento localizzato della IMT carotideo, e si associa agli eventi clinici futuri in modo altamente significativo e indipendente dal profilo aterosclerotico basale, dai fattori di rischio e dai trattamenti farmacologici. Inoltre, ciò che è ancora più importante, la nuova variabile è anche in grado di discriminare, fra i pazienti in trattamento con statine, quelli che non rispondono in modo adeguato, e che necessitano dunque di trattamenti farmacologici più aggressivi”.
Riferimenti bibliografici
- Baldassarre D, Veglia F, Hamsten A, Humphries SE, Rauramaa R, de Faire U, Smit AJ, Giral P, Kurl S, Mannarino E, Grossi E, Paoletti R, Tremoli E; on behalf of the IMPROVE Study Group. “Progression of Carotid Intima-Media Thickness as Predictor of Vascular Events: Results from the IMPROVE Study”. Arterioscler Thromb Vasc Biol 2013;33(9):2273-2279.Vai all’abstract